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Crostacei
1. Introduzione

Crostacei Classe di artropodi prevalentemente acquatici, comprendente, tra gli altri, il granchio, l’aragosta e il gambero. I crostacei dominano l’ambiente marino proprio come gli insetti primeggiano sulla terraferma; sono presenti anche nelle acque dolci e, con il gruppo degli isopodi, in habitat terrestri. La maggior parte di essi ha dimensioni piccole o microscopiche; non mancano tuttavia specie di taglia media o anche molto grande, come alcune aragoste lunghe fino a 60 cm e granchi con un’apertura delle zampe di 3,6 m. La forma del corpo e le abitudini dei crostacei variano notevolmente tra le circa 26.000 specie conosciute.

2. Caratteristiche fisiche

Come tutti gli artropodi, i crostacei possiedono uno scheletro esterno (esoscheletro) coriaceo. Il corpo è costituito da una serie di segmenti, raggruppati in tre regioni corporee, o tagmi: il capo, il torace e l’addome. Il capo solitamente è fuso con un certo numero di segmenti del torace e forma, così, un’unica regione corporea chiamata cefalotorace. Ciascun segmento è dotato di un paio di appendici, che possono essere costituite da due rami distinti (bifide). Nel corso dell’evoluzione i segmenti e le relative appendici, originariamente indifferenziati, si sono specializzati a svolgere funzioni diverse, tra cui la respirazione, la locomozione e la nutrizione.

Una struttura dorsale coriacea costituita da chitina, detta carapace, copre quasi tutto il corpo. Sul capo si trovano due paia di organi sensori (le antenne), un paio di mandibole e altre due paia di parti boccali (le mascelle). Inoltre il capo è solitamente munito di un paio di occhi composti, oppure di un unico occhio semplice, o di entrambi. Il cefalotorace porta inoltre le appendici usate per la locomozione, vale a dire gli arti veri e propri. In taluni casi le prime paia di arti sono specializzate per la presa del cibo e terminano con potenti pinze dette chele. Le appendici addominali possono essere usate per la locomozione, ma spesso hanno altre funzioni, ad esempio quella respiratoria e quella riproduttiva, e tendono a essere di dimensioni ridotte rispetto a quelle del cefalotorace. Il corpo termina con una parte caudale, detta telson, talvolta utilizzata come propulsore per il nuoto.

1. Anatomia interna

La principale cavità corporea è un sistema circolatorio espanso, attraverso il quale il sangue viene pompato da un cuore dorsale. L’intestino è fondamentalmente un tubo diritto, spesso con un proventriglio trituratore che serve a sminuzzare il cibo, e un paio di ghiandole digestive (epatopancreas) che non solo secernono fluidi digestivi, ma assorbono anche il cibo. Strutture con funzione renale escretrice sono collocate vicino alle antenne. Come in tutti gli artropodi, nel capo si trova una serie di gangli cerebrali, da cui parte una catena nervosa gangliare che percorre il corpo dell’animale sul lato ventrale, al di sotto del tubo digerente.

3. Riproduzione e ciclo vitale

Nei crostacei la riproduzione è principalmente sessuata; l’unico tipo di riproduzione asessuata, comunque rara, è la partenogenesi (sviluppo di individui da uova non fecondate). Di solito i sessi sono separati; alcuni crostacei parassiti e molti cirripedi, tuttavia, sono ermafroditi simultanei (ossia, maschio e femmina allo stesso tempo); ciò aumenta il numero dei partner possibili e, in casi di difficoltà, consente anche l’autofecondazione. Un certo numero di crostacei, inoltre, è capace di cambiare sesso nel corso del proprio ciclo vitale (vedi Paguro). Molti crostacei esibiscono elaborati rituali di corteggiamento e in alcuni casi i maschi combattono per assicurarsi l’accesso alle femmine.

Nei crostacei marini le forme giovanili attraversano in genere uno o più stadi larvali completamente diversi dagli adulti, nella maggior parte dei casi del genere Nauplius. I crostacei d’acqua dolce e quelli terrestri non hanno stadio larvale, salvo quelli che tornano in mare per deporre le uova. Dopo la fecondazione le uova vengono generalmente accudite dalla femmina finché non hanno raggiunto la condizione larvale e postlarvale; in altri casi le cure parentali sono scarse. Alcune specie vivono in coppie, altre sono gregarie, ma non formano mai società bene organizzate. Il ciclo vitale dei crostacei più piccoli si esaurisce in alcuni giorni, mentre quelli più grossi vivono anche decenni.

4. Ecologia

I crostacei vivono in habitat molto vari e sono adattati a modalità di vita diverse. Essi rappresentano un nodo importante delle reti alimentari; molti crostacei filtrano particelle di cibo dall’acqua, ma i più grandi, ad esempio i gamberi e i granchi, sono onnivori, predatori o si nutrono di detriti e di materia organica morta. Diverse specie sono parassite. I crostacei, la cui carne ha un elevato contenuto lipidico e proteico, sono a loro volta cibo per numerosi animali, compresi gli esseri umani.

5. Problemi di classificazione

La classe dei crostacei veniva tradizionalmente divisa in due grandi gruppi: quello degli entomostraci, comprendente le specie più primitive e di piccole dimensioni, e quello dei malacostraci, più evoluti. In realtà, i primi non costituiscono un gruppo omogeneo e tassonomicamente significativo; pertanto, nei più recenti sistemi di classificazione, il gruppo artificiale degli entomostraci è stato soppresso e al suo posto è rimasta una serie di sottoclassi distinte: tra queste, i cefalocaridi (primitivi, rari, di piccole dimensioni); i branchiopodi (comprendente quattro ordini di animali, solitamente piccoli, che si nutrono della materia organica sospesa nelle acque dolci; un’eccezione è rappresentata da Artemia salina, che vive nelle acque salmastre); i copepodi (piccoli animali dalla struttura semplificata, abbondanti sia in acque marine sia in acque dolci; molti sono parassiti); i branchiuri (esoparassiti di pesci marini e di acqua dolce); i cirripedi (marini, alcuni dei quali sono parassiti e per la maggior parte predatori; da adulti vivono ancorati ai fondali o ad altri oggetti).

Circa 2/3 delle specie di crostacei sono riuniti nel gruppo dei malacostraci, caratterizzati da otto segmenti toracici e sei o sette segmenti addominali. Fanno parte di questo gruppo i superordini: sincaridi (crostacei privi di carapace, molto piccoli); oplocaridi (comprendenti anche specie commestibili, molto comuni, come Squilla mantis); peracaridi (comprendenti vari ordini, due dei quali – anfipodi e isopodi – molto abbondanti e comuni); ed eucaridi. Questi ultimi comprendono gli ordini di crostacei più noti: a quello degli eufausiacei appartengono animali simili a gamberi, di piccolissime dimensioni, che formano il krill di cui si nutrono le balene; a quello dei decapodi appartengono animali familiari come i gamberetti, i granchi, i paguri e le aragoste.

Classificazione scientifica: La classe dei crostacei appartiene al phylum artropodi. La classe include circa 26.000 specie.