| Rivoluzione industriale | Articolo | ||||
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| 3. | Il decollo industriale |
Ciò che l'economista W.W. Rostow chiamò il 'decollo industriale' si diffuse velocemente in tutta l'Europa e nel mondo. Influenzato come abbiamo visto da una serie di fattori tecnologici (ma anche politici e sociali, dai traffici coloniali, dall'aumento della popolazione, dalla mentalità imprenditoriale), l'inizio del processo di industrializzazione si compì tra il 1780 e il 1820 in Gran Bretagna, tra il 1830 e il 1870 in Francia, tra il 1850 e il 1880 in Germania e negli Stati Uniti, verso la fine del secolo in Svezia e in Giappone, nella prima metà del Novecento in Russia e in Canada, dopo il 1950 in molti paesi latinoamericani e asiatici.
Agli inizi l'industria britannica non ebbe concorrenti. Quando gli altri paesi avviarono il processo di industrializzazione dovettero confrontarsi con il vantaggio della Gran Bretagna, ma poterono anche mettere a frutto la sua esperienza. L'intervento dello stato per promuovere l'industrializzazione fu praticamente nullo nel caso britannico, ma fu invece considerevole in Germania, Russia, Giappone e in quasi tutti gli altri paesi industrializzatisi nel XX secolo.
In Italia il processo di industrializzazione fu molto più lento (e soprattutto molto differenziato tra Nord e Sud della penisola) per diversi motivi: il tardo conseguimento dell'unità nazionale, la mancanza di materie prime e di un mercato coloniale, la carenza di manodopera dovuta all'emigrazione di milioni di persone verso le Americhe e i paesi del Nord Europa. Il vero sviluppo industriale italiano, ancora limitatamente a poche aree del Nord del paese, si ebbe solo all'indomani della seconda guerra mondiale.
La rivoluzione industriale cambiò nell'arco di pochi decenni il volto del pianeta. Non solo essa influì su tutti gli altri settori economici, ma determinò profondi cambiamenti politici, sociali, culturali, ecologici. Lo sviluppo dell'industrializzazione fu alla base della nascita e della propagazione di nuove ideologie politiche e di un nuovo modo di concepire la presenza e l'attività dell'uomo sul pianeta. La riflessione su quello che è stato anche definito uno dei maggiori fenomeni di 'discontinuità' nella storia è destinata a durare, come sono destinati a durare l'importanza e il peso dell'industria nella storia dell'uomo.