Lingua francese
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Lingua francese
3. Lingua d’oïl e lingua d’oc

Nell’Alto Medioevo le lingue parlate a nord e a sud della Loira cominciarono ad avere uno sviluppo separato. Fra l’XI e il XIII secolo si erano ormai stabilite due lingue ben distinte, la lingua d’oïl nel Nord e la lingua d’oc nel Sud. I termini oïl e oc sono le parole usate per dire “sì” in ognuna delle due lingue; analogamente, l’italiano antico potrebbe essere definito “lingua del sì”. Una delle principali differenze fonetiche delle due varietà linguistiche romanze consisteva nel trattamento della vocale a del latino, non accentata e in sillaba aperta: la vocale divenne e in lingua d’oïl, ma rimase invariata in provenzale, il principale dialetto della lingua d’oc; pertanto, la parola latina mare (“mare”), ad esempio, divenne mer nella lingua d’oïl e mar in provenzale.

In ciascuna lingua si svilupparono numerosi dialetti. Mentre però al Nord ben presto la variante parlata nelle regioni dell’Ile-de-France e dell’odierno Centre – dove si erano insediate, tra Parigi e Orléans, le prime dinastie dei re di Francia – ebbe la meglio sui dialetti piccardi, lorenesi, champenois e anglo-normanni, dando origine all’antico francese, al sud, oltre al provenzale, sopravvissero altri dialetti come il guascone, l’alverniate, il limosino e il bearnese.

In lingua d’oc, detta anche occitanico, vennero scritte, tra il XII e il XIII secolo, le prime opere in lingua romanza di grande valore letterario: le liriche dei trovatori. Il prestigio letterario e il consolidamento di realtà politiche come quelle dei grandi feudatari del sud della Francia, primi fra tutti i duchi di Aquitania, sembrò per un certo periodo poter assegnare alla lingua d’oc il ruolo di lingua principale delle regioni d’oltralpe. Ma, a partire dal XIII secolo, la fortuna del regno di Francia e delle sue dinastie segnò una rapida espansione politica della Corona e, di conseguenza, della lingua d’oïl che si impose su tutto il territorio.