| Socialismo | Articolo | ||||
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| 3. | Il socialismo scientifico |
Con Karl Marx e Friedrich Engels il socialismo acquistò una nuova dimensione teorica, al cui centro veniva posta la concezione materialistica della storia (vedi Materialismo). Marx ed Engels consideravano il capitalismo il risultato di un processo storico caratterizzato da un’incessante lotta di classe. Creando un’ampia classe di operai espropriati, il capitalismo creava le premesse del proprio superamento, cui avrebbe fatto seguito una società comunista.
Marx criticò con asprezza i socialisti “utopisti”. L’adozione di un metodo scientifico nell’analisi delle leggi della storia e dell’economia avrebbe dimostrato che il socialismo, lungi dall’essere un ideale da proporre alla parte illuminata della società, era invece un risultato necessario della stessa evoluzione storica e che sarebbe stato inoltre imposto dallo stesso proletariato, impegnato in un processo di autoemancipazione. Secondo Marx, la sua teoria segnava quindi il passaggio del socialismo dal regno dell’utopia a quello della scienza.
Nella seconda metà del XIX secolo la versione marxista del socialismo divenne l’ideologia dominante nei partiti operai europei, con l’eccezione del movimento dei lavoratori nei paesi anglosassoni (vedi Marxismo).