| Pavlov, Ivan Petrovič | Articolo | ||||
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| 2. | Gli esperimenti sui riflessi condizionati |
Pavlov divenne celebre per le sue successive ricerche, nelle quali esaminava la risposta delle ghiandole salivari a uno stimolo visivo (fenomeno definito “secrezione psichica” dal padre della fisiologia russa, I.M. Sechenov). In particolare, utilizzò cani nei quali veniva indotto un aumento della salivazione dopo la somministrazione contemporanea di uno stimolo visivo (cibo) e di uno stimolo sonoro (un campanello). Riscontrò che la salivazione, dopo alcune prove, si verificava anche in concomitanza con il semplice suono, in assenza del cibo. Dai primi esperimenti egli concluse che, nel processo considerato, dovevano essere coinvolti i riflessi.
Nel 1903, in occasione di un congresso medico tenutosi a Madrid, Pavlov lesse alcuni studi, nei quali si trattava dei riflessi condizionati e veniva dimostrato che un riflesso condizionato deve essere considerato un fenomeno semplice, sia psicologico sia fisiologico. Il riflesso condizionato risultava essere la base di meccanismi assai più evoluti di risposta all’ambiente. Pavlov trasformò quello che era stato il tentativo di Sechenov di scoprire i meccanismi riflessi dell’attività psichica in una vera e propria teoria dei riflessi condizionati, fondata su prove sperimentali. Gli esperimenti di Pavlov accertarono che i riflessi condizionati hanno origine nella corteccia cerebrale.
Pavlov dedicò molti sforzi nel trasformare gli istituti di fisiologia da lui condotti in veri e propri centri di conoscenza scientifica. Le sue ricerche stimolarono lo sviluppo delle teorie comportamentiste dei primi anni del XX secolo (vedi Psicologia sperimentale). Nel 1904 il fisiologo russo fu insignito del premio Nobel per la medicina o la fisiologia.