| Trova nell'articolo | Costa d’Avorio | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Costa d’Avorio (nome ufficiale République de Côte-d’Ivoire; Repubblica della Costa d’Avorio), stato dell’Africa occidentale, delimitato a nord dal Mali e dal Burkina, a est dal Ghana, a sud dal golfo di Guinea e a ovest dalla Liberia e dalla Guinea. Già colonia francese, la Costa d’Avorio ottenne l’indipendenza il 7 agosto del 1960. La sua superficie è di 322.462 km² e l’estensione costiera è di 515 km. La capitale è Yamoussoukro.
| 2. | Territorio |
Mentre la zona litoranea orientale è interrotta da un gran numero di vaste e profonde lagune, per la maggior parte inaccessibili al mare a causa della presenza di isolotti sabbiosi che costituiscono un vero e proprio sbarramento, quella occidentale è caratterizzata da scogli, promontori rocciosi e baie. Nessuna delle foci dei fiumi, sulla costa, è navigabile e un accesso all’oceano si ottenne solo nel 1950, con la costruzione di un canale nella laguna di Ebrié, ad Abidjan. Verso l’interno – per circa 250 km nelle zone orientali e occidentali, per 100 km in quelle centrali – si estende un’area di fitte foreste pluviali che, verso nord, lasciano il posto a una vegetazione più rada, tipica della savana. Le regioni occidentali di Man e Odienné sono le uniche che presentano rilievi, tra i quali alcune cime superano i 1.500 m (monti Nimba, 1.752 m). I corsi d’acqua principali sono il Sassandra, il Bandama e il Komoé, nessuno dei quali è navigabile in quanto interrotti da numerose rapide e della scarsità d’acqua durante la stagione secca.
Il clima è di tipo tropicale, caratterizzato da abbondanti precipitazioni, soprattutto a sud (2.000 mm annui circa), e da temperature medie che si aggirano intorno ai 26 °C. La durata della stagione delle piogge varia in base alla distanza dall’oceano: a sud essa si verifica da marzo a luglio e da settembre a novembre, nelle regioni centrali da marzo a maggio e da luglio a novembre, nel nord soltanto da giugno a ottobre.
La fascia centrale del paese è ricoperta da una ricca foresta pluviale, dove sono presenti oltre 200 specie di piante, tra le quali spiccano il mogano, l’obeche e l’iroko. La fauna comprende animali quali lo sciacallo, la iena, il leopardo, lo scimpanzé, l’elefante, il coccodrillo e diversi tipi di rettili e serpenti velenosi.
| 1. | Problemi e tutela dell’ambiente |
Tra i più gravi problemi ambientali che il paese deve affrontare ci sono deforestazione e inquinamento delle acque. Gran parte delle riserve forestali del paese sono andate distrutte a causa di una sempre crescente domanda da parte dell’industria del legname. La qualità delle acque risulta gravemente deteriorata, oltre che per i liquami domestici non adeguatamente trattati, per l’immissione di sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e scarichi industriali. Attualmente il 16,4% (2007) del territorio risulta protetto; i due principali parchi nazionali del paese, il Taï e il Komoé, sono stati dichiarati World Heritage Sites rispettivamente nel 1982 e nel 1983.
Il paese ha ratificato accordi internazionali sull’ambiente riguardanti la biodiversità, i cambiamenti climatici, lo smaltimento di rifiuti nocivi, la Convenzione sul diritto del mare, l’abolizione dei test nucleari, le specie in via d’estinzione, la desertificazione, la protezione dell’ozonosfera, la tutela delle zone umide e i trattati per il Legname tropicale del 1983 e del 1994.
| 3. | Popolazione |
Nel 2008 la popolazione della Costa d’Avorio ammontava a 18.373.060 abitanti, con una densità media di 58 unità per km²; nel 2005 il 46% della popolazione viveva in aree urbane. Nel paese sono presenti più di sessanta gruppi etnici, tra cui akan (30%), voltaici (12% circa), mande del nord (11% circa) e del sud (8% circa), krou (10%).
| 1. | Lingua e religione |
Lingua ufficiale è il francese, ma sono diffusi numerosi idiomi locali (soprattutto kwa e sudanesi). Circa il 40% della popolazione, specie nelle aree settentrionali, pratica la religione musulmana; i cristiani (perlopiù cattolici) sono il 21%, il resto segue i culti tradizionali.
| 2. | Istruzione e cultura |
L’istruzione è gratuita a tutti i livelli, ma solo la scuola elementare è obbligatoria; il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è pari al 53,6% (2005). Sebbene nel 1964 sia stata istituita un’università, che ha sede ad Abidjan, numerosi studenti proseguono gli studi all’estero.
A livello culturale l’élite del paese ha subito un forte influsso da parte della Francia, soprattutto per quanto riguarda la gastronomia e l’abbigliamento; Abidjan è considerata una delle capitali più eleganti dell’Africa subsahariana. La cultura indigena rimane, comunque, una presenza forte ed è ben nota per le sue creazioni artistiche, come le maschere di legno intagliate dai senufo, nel nord. In letteratura è usata quasi esclusivamente la lingua francese.
| 4. | Divisioni amministrative e città principali |
La Costa d’Avorio è suddivisa in 19 regioni, a loro volta ripartite in 58 dipartimenti. Le città principali sono Abidjan, che oltre a essere il maggiore centro urbano è anche il più importante polo commerciale e culturale nonché, di fatto, la capitale del paese (ruolo che svolge sin dall’epoca precedente l’indipendenza); Yamoussoukro, capitale ufficiale dal 1983, ancora in costruzione; Bouaké, centro amministrativo di rilievo; Karhogo, Daloa, Gagnoa e Man.
| 5. | Economia |
Nel 2006 il prodotto interno lordo del paese era di 17.551 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 927,90 dollari. Dall’indipendenza fino agli anni Ottanta il paese visse un periodo di notevole sviluppo economico, entrando così nel novero dei paesi in via di sviluppo a medio reddito; negli anni che seguirono, tuttavia, a causa del crollo dei prezzi dei principali prodotti d’esportazione (caffè, cacao e legname) e in seguito a problemi di siccità, l’economia subì uno stallo; vennero pertanto introdotte severe misure di austerità economica (1990) e fu inaugurato un programma di privatizzazione.
La forza lavoro è occupata prevalentemente nell’agricoltura (60% della popolazione attiva), ma anche il settore manifatturiero ha recentemente assunto una rilevanza notevole, soprattutto a partire dal 1977, quando furono scoperti alcuni giacimenti di petrolio al largo della costa.
I terreni agricoli del paese sono assai fertili; le colture principali sono caffè e cacao (di cui lo stato è il maggior produttore mondiale), banane e ananas (esportati perlopiù nell’Unione Europea), noci e olio di palma, canna da zucchero, cotone, copra, sesamo, arachidi e caucciù. L’agricoltura destinata al consumo locale – praticata soprattutto in piccoli poderi – fornisce manioca, riso, mais, miglio, sorgo e patate dolci. Nel 2006 il settore primario contribuiva per il 22,7% alla formazione del PIL.
Lo sfruttamento del patrimonio forestale è di estrema importanza per l’economia del paese; il principale legname destinato all’esportazione è il mogano, ma sono presenti anche l’iroko, l’obeche e l’ebano. Per quanto riguarda le risorse minerarie, oltre ai già citati giacimenti petroliferi si annoverano non trascurabili quantità di manganese, diamanti e giacimenti di bauxite e nichel. È in progetto lo sfruttamento di giacimenti di minerale di ferro e gas naturale a Bangolo, mentre l’estrazione aurifera cominciò nel 1990. Il settore industriale è abbastanza articolato e comprende stabilimenti per la lavorazione di prodotti alimentari e legname, nonché per la produzione di cemento, veicoli, mobili e calzature, impianti siderurgici e raffinerie di petrolio; il comparto industriale occupa il 10% della forza lavoro, e fornisce il 26,3% (2006) del PIL.
L’unità monetaria della Costa d’Avorio è il franco CFA, emesso dalla banca centrale degli stati che rientrano nell’area valutaria della Zona del franco occidentale, con sede a Dakar, in Senegal.
Nel 2003 la bilancia commerciale presentava un moderato attivo; il valore totale delle esportazioni fu di 5.493 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per 3.536 milioni di $ USA. La Francia è il principale partner commerciale, seguita dagli Stati Uniti, dalla Nigeria e dai membri della Comunità Europea, con la quale il paese è associato attraverso la convenzione di Lomé.
Abidjan è uno dei centri portuali più attivi dell’Africa occidentale. Una linea ferroviaria unisce Abidjan a Bobo-Dioulasso e Ouagadougou, in Burkina, per una lunghezza complessiva di 1.260 km; la rete stradale copre 80.000 km (il 8% dei quali è asfaltato; 2004). Gli aeroporti si trovano ad Abidjan, Bouaké e Yamoussoukro.
| 6. | Ordinamento dello stato |
In base alla Costituzione del 1960 la Costa d’Avorio è una Repubblica presidenziale; il potere esecutivo è affidato al presidente della Repubblica che, eletto per 5 anni a suffragio universale diretto, è affiancato da un Consiglio dei ministri da esso nominato. Il potere legislativo spetta all’Assemblea nazionale, composta da 225 membri eletti anch’essi ogni 5 anni tramite suffragio universale. Il paese, governato da un regime monopartitico sino al maggio del 1990, è stato in seguito afflitto da una guerra civile durata fino al 2007. Il sistema giudiziario comprende una Corte suprema e altri tribunali di grado inferiore. La pena di morte è stata abolita nel 2000.
| 7. | Storia |
Della storia più antica della regione si hanno poche notizie. Dal X secolo i commerci transahariani favorirono l’insediamento di popolazioni mande (malinké) nel nord, dove mercanti dyula dell’impero del Mali fondarono le prime città. Allo sviluppo dei commerci si accompagnò la diffusione dell’islam, che si sostituì, seppure non completamente, ai culti animisti.
| 1. | La colonizzazione francese |
Gli esploratori portoghesi raggiunsero la costa nel XV secolo. Risale a quel periodo il nome di Costa d’Avorio, che si affermò sulle diverse altre denominazioni con le quali il paese venne inizialmente indicato dagli europei. Le comunità autoctone ebbero un importante ruolo nello sviluppo dei commerci oceanici, portando dalle zone interne schiavi, avorio e olio di palma. Nel XVIII secolo, il clan islamico Ouattara controllava comunicazioni e scambi di un vasto territorio che comprendeva anche la regione di Bobo-Dioulasso (oggi in Burkina). La regione costiera fu interessata dalla migrazione di genti akan provenienti dal Ghana. Al centro del paese si stabilirono genti baulé, che vi portarono un’organizzazione sociale piuttosto progredita.
La Francia stabilì le sue prime postazioni sulla costa del paese agli inizi del XVIII secolo. Nella seconda metà dell’Ottocento i francesi entrarono in competizione con i britannici che si erano installati nel Ghana. Dopo la conferenza di Berlino (1885), che stabilì le zone d’influenza europee in Africa (Vedi anche Imperi coloniali), i francesi avviarono la conquista dell’entroterra, scontrandosi con le truppe del condottiero dyula Samory Touré. Solo nel 1904 la Francia riuscì a estendere il suo controllo sull’intero paese, ma le rivolte si susseguirono fino al 1915.
| 2. | Movimento anticolonialista |
La cultura del caffè, introdotta a partire dal 1882, ebbe nei decenni successivi un forte sviluppo, favorendo la crescita di una classe di piccoli proprietari terrieri autoctoni. Dagli anni Trenta del Novecento, all’interno di questa classe crebbe la protesta contro l’accaparramento delle terre da parte dei coloni francesi. Un notabile baulé, Félix Houphouët-Boigny, fondò nel 1944 il Sindacato agricolo africano, da cui nel 1946 nacque il Partito democratico della Costa d’Avorio (sezione ivoriana del Raggruppamento democratico africano, RDA).
Eletto deputato nel Parlamento francese nel 1946, Houphouët-Boigny ottenne l’abolizione del lavoro forzato nelle colonie, cui fu assegnato in quello stesso anno lo status di territori d’oltremare. Il Partito democratico della Costa d’Avorio, legato allora al Partito comunista francese, adottò una linea indipendentista e nel 1949 sostenne la forte ondata di scioperi causata dalla caduta del corso del cacao. Dal 1951 Houphouët-Boigny si alleò con l’Unione democratica e socialista della Resistenza (UDSR) di François Mitterrand, all’epoca ministro dei Territori d’oltremare; diventato a sua volta ministro del governo francese, partecipò all’elaborazione delle riforme che condussero alla decolonizzazione.
| 3. | L’indipendenza |
Il 4 dicembre 1958 la Costa d’Avorio diventò una repubblica in seno alla Comunità francese. Prima capo del governo e poi presidente in seguito alla completa indipendenza del paese raggiunta il 7 agosto 1960, Houphouët-Boigny instaurò un regime a partito unico. Negli anni Sessanta la Costa d’Avorio godette di una forte crescita economica (il cosiddetto “miracolo ivoriano”), favorita dagli aiuti internazionale e dal buon andamento del corso del caffè e del cacao sui mercati internazionali. La politica autoritaria e paternalistica di Houphouët-Boigny suscitò in seguito una forte opposizione, che si manifestò con agitazioni studentesche e malumori all’interno delle forze armate.
Nel 1973 e nel 1980 si verificarono rispettivamente un tentativo di colpo di stato militare e un attentato alla vita di Houphouët-Boigny, mentre agli inizi del 1982 una rivolta studentesca provocò la chiusura temporanea dell’Università di Abidjan. Alla fine degli anni Ottanta Houphouët-Boigny trasferì la capitale a Yamoussoukro, dove fece costruire anche una basilica sul modello di San Pietro di Roma. I dispendiosi lavori per l’abbellimento della capitale misero l’economia del paese in ginocchio, alimentando il malcontento della popolazione.
Nel 1990, accogliendo le richieste internazionali, Houphouët-Boigny concesse le prime elezioni multipartitiche, che non scalfirono tuttavia il potere del suo Partito democratico. Lo stesso anno Houphouët-Boigny venne rieletto alla presidenza del paese. L’apertura politica fu in realtà solo formale e nel 1992 numerosi membri dell’opposizione, tra cui Laurent Gbagbo, vennero imprigionati.
| 4. | Lo scontro etnico |
Nel 1999, alla morte di Houphouët-Boigny, Henri Konan Bédié, sostenuto dalla Francia, si autoproclamò presidente scontrandosi con il capo del governo Alassane Ouattara. Nel 1995 Bedié venne confermato alla presidenza in uno scrutinio turbato da violenze interetniche. Bédié perse in breve tempo il sostegno internazionale; dopo la sospensione dei finanziamenti del Fondo monetario internazionale, anche l’Unione Europea congelò i programmi di cooperazione precedentemente avviati. Con Bédié, in Costa d’Avorio si rafforzò un’oligarchia aggressiva e corrotta, le cui pratiche predatorie causarono la diffusione del malcontento anche all’interno dell’esercito. Rivendicando un primato razziale, Bédié elaborò inoltre una confusa dottrina dell’“ivoirité”, che utilizzò per discriminare le minoranze etniche e gli stranieri presenti nel paese (soprattutto maliani e burkinabè) e per mettere a tacere le opposizioni e in particolare Ouattara, che fu costretto all’esilio. Nel dicembre 1999, in seguito a una violenta rivolta popolare, Bédié fu infine rovesciato dall’esercito, che instaurò un Comitato di salute pubblica con il compito di condurre il paese a nuove elezioni.
Nel gennaio 2000 venne formato un governo di transizione che riunì il Fronte popolare ivoriano di Gbagbo e il Raggruppamento dei repubblicani di Alassane Ouattara. Il governo ebbe tuttavia breve durata e fu sostituito in luglio da un nuovo governo a forte composizione militare. Le presidenziali di ottobre – alle quali, colpito dai provvedimenti etnici, non poté partecipare Ouattara – crearono le condizioni per uno scontro tra i sostenitori di Gbagbo, uscito vincitore dalle elezioni, e quelli di Ouattara. La situazione del paese restò confusa e agli inizi di gennaio 2001 l’esercito sventò un tentativo di colpo di stato attribuito ai seguaci di Ouattara. A dicembre, un accordo di riconciliazione riconobbe la legittimità della presidenza di Gbagbo e concesse la cittadinanza ivoriana a Ouattara, che entrò a far parte del governo.
Nel settembre 2002, un nuovo tentativo di colpo di stato venne sventato grazie all’intervento della Francia (legata alla Costa d’Avorio da un accordo difensivo del 1961) e della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (CEDEAO). Il paese rimase tuttavia diviso in due, con gran parte delle regioni settentrionali in mano ai ribelli. Nel gennaio 2003 vennero sottoscritti in Francia dei nuovi accordi, che prevedevano la conferma di Gbagbo alla presidenza e la formazione di un governo di unità nazionale e di un consiglio di sicurezza con la partecipazione di rappresentanti del governo e delle opposizioni. Venne poi istituita una commissione internazionale d’inchiesta per far luce sulle violazioni dei diritti umani avvenute a partire dal settembre 2002. Nell’aprile 2004, in seguito a nuove violenze, le Nazioni Unite inviarono nel paese il contingente dell’United Nations Operation in Côte d’Ivoire (UNOCI). In novembre si verificarono nuovi scontri tra forze governative e ribelli, che videro l’intervento dell’aviazione francese. Nell’aprile 2005, in seguito a ulteriori negoziati, un nuovo accordo, sottoscritto a Pretoria, annunciò la fine dei combattimenti. A dicembre si insediò un governo di transizione guidato dall’economista Charles Konan Banny.
| 5. | Sviluppi recenti |
Nel marzo 2007, in seguito alla firma di un accordo di pace, viene costituito un nuovo governo di transizione con a capo Guillaume Soro, il leader della principale organizzazione ribelle Forze Nuove. A maggio iniziano le operazioni di disarmo delle milizie ribelli. A giugno Guillaume Soro sopravvive a un attacco missilistico condotto contro l’aereo sul quale viaggiava.
Nel gennaio 2008 le Nazioni Unite rinnovano il mandato alla missione di mantenimento della pace United Nations Operation in Côte d’Ivoire (UNOCI).