Costa d’Avorio
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Costa d’Avorio
2. Territorio

Mentre la zona litoranea orientale è interrotta da un gran numero di vaste e profonde lagune, per la maggior parte inaccessibili al mare a causa della presenza di isolotti sabbiosi che costituiscono un vero e proprio sbarramento, quella occidentale è caratterizzata da scogli, promontori rocciosi e baie. Nessuna delle foci dei fiumi, sulla costa, è navigabile e un accesso all’oceano si ottenne solo nel 1950, con la costruzione di un canale nella laguna di Ebrié, ad Abidjan. Verso l’interno – per circa 250 km nelle zone orientali e occidentali, per 100 km in quelle centrali – si estende un’area di fitte foreste pluviali che, verso nord, lasciano il posto a una vegetazione più rada, tipica della savana. Le regioni occidentali di Man e Odienné sono le uniche che presentano rilievi, tra i quali alcune cime superano i 1.500 m (monti Nimba, 1.752 m). I corsi d’acqua principali sono il Sassandra, il Bandama e il Komoé, nessuno dei quali è navigabile in quanto interrotti da numerose rapide e della scarsità d’acqua durante la stagione secca.

Il clima è di tipo tropicale, caratterizzato da abbondanti precipitazioni, soprattutto a sud (2.000 mm annui circa), e da temperature medie che si aggirano intorno ai 26 °C. La durata della stagione delle piogge varia in base alla distanza dall’oceano: a sud essa si verifica da marzo a luglio e da settembre a novembre, nelle regioni centrali da marzo a maggio e da luglio a novembre, nel nord soltanto da giugno a ottobre.

La fascia centrale del paese è ricoperta da una ricca foresta pluviale, dove sono presenti oltre 200 specie di piante, tra le quali spiccano il mogano, l’obeche e l’iroko. La fauna comprende animali quali lo sciacallo, la iena, il leopardo, lo scimpanzé, l’elefante, il coccodrillo e diversi tipi di rettili e serpenti velenosi.

1. Problemi e tutela dell’ambiente

Tra i più gravi problemi ambientali che il paese deve affrontare ci sono deforestazione e inquinamento delle acque. Gran parte delle riserve forestali del paese sono andate distrutte a causa di una sempre crescente domanda da parte dell’industria del legname. La qualità delle acque risulta gravemente deteriorata, oltre che per i liquami domestici non adeguatamente trattati, per l’immissione di sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e scarichi industriali. Attualmente il 6,1% (2004) del territorio risulta protetto; i due principali parchi nazionali del paese, il Taï e il Komoé, sono stati dichiarati World Heritage Sites rispettivamente nel 1982 e nel 1983.

Il paese ha ratificato accordi internazionali sull’ambiente riguardanti la biodiversità, i cambiamenti climatici, lo smaltimento di rifiuti nocivi, la Convenzione sul diritto del mare, l’abolizione dei test nucleari, le specie in via d’estinzione, la desertificazione, la protezione dell’ozonosfera, la tutela delle zone umide e i trattati per il Legname tropicale del 1983 e del 1994.