Guerra franco-prussiana
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Guerra franco-prussiana
3. Gli inizi della guerra

Napoleone III cadde nella trappola di Bismarck e il 19 luglio 1870 la Francia dichiarò guerra alla Prussia. Immediatamente gli stati meridionali della Germania si schierarono a fianco del re di Prussia Guglielmo I in un fronte comune contro la Francia. I francesi furono in grado di mobilitare poco più di 200.000 uomini, che vennero raggruppati nelle due armate di Alsazia e Lorena, sotto il comando dei marescialli Mac-Mahon e Bazaine. Quanto ai tedeschi, in breve tempo formarono un esercito forte di 400.000 unità, poste sotto il comando supremo di Guglielmo, che aveva al suo fianco quale capo di stato maggiore un grande stratega: il feldmaresciallo Helmuth von Moltke.

Nei combattimenti di Weissenburg (4 agosto), di Worth e di Spichen (ambedue 6 agosto), i francesi furono sconfitti. L’armata di Mac-Mahon ripiegò allora verso Parigi, mentre quella di Bazaine rimase bloccata nella zona di Metz, dove subì un’altra serie di rovesci. Considerata la gravità della situazione, l’imperatore francese assunse il comando supremo e s’insediò a Metz, che fu subito assediata da due armate tedesche. Gli eventi infine precipitarono quando Mac-Mahon, accorso in aiuto di Napoleone III, fu intercettato dal nemico e dovette ritirare la sua armata nella città di Sedan. Qui ebbe luogo lo scontro decisivo.