Architettura
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Architettura
2. Materiali da costruzione

L’architettura si differenzia, a seconda delle regioni geografiche e delle epoche storiche, in primo luogo per il ricorso a diversi materiali: la reperibilità di materiali adatti alla costruzione influenza infatti in modo decisivo le forme architettoniche. I primi materiali con cui l’uomo costruì edifici furono la terra (pressata ed essiccata al sole), il legno e la pietra. Marmi di diverse qualità vennero utilizzati fin dall’antichità soprattutto per architetture monumentali, templi e strutture devozionali. Sembra tuttavia che in origine il tempio greco fosse costruito in legno: la colonna discenderebbe allora, in quanto elemento architettonico, direttamente dal tronco dell’albero; e così pure trabeazione, capitelli, triglifi sarebbero una sorta di replica in pietra di parti originariamente lignee.

Le tecniche costruttive primitive prevedevano l’uso della sola pietra, senza materiali di legamento: venivano quindi innalzati muri a secco. L’introduzione della malta, inizialmente composta di calce e sabbia, consentì poi alle strutture murarie di svincolarsi dalle forme più elementari. Gli antichi romani utilizzavano una sorta di calcestruzzo, prodotto combinando un cemento naturale con altre sostanze; ma soltanto all’inizio del XIX secolo fu inventato un cemento che, resistente all’acqua, fosse dotato di capacità plastiche tali da rendere possibili costruzioni ardite nei più diversi contesti ambientali.

Gran parte della storia dell’architettura, tuttavia, vede come assoluto protagonista il mattone: è questo infatti l’elemento base delle costruzioni romane, romaniche, gotiche, rinascimentali, barocche e neoclassiche, per non citare che alcune delle forme architettoniche dell’architettura occidentale. Le sue caratteristiche vincenti – l’economicità e il facile impiego – lo imposero in pressoché tutte le civiltà del mondo.

La più rivoluzionaria novità nel campo delle costruzioni si ebbe nell’Ottocento, con la produzione su scala industriale prima del ferro e poi dell’acciaio. Le travi fuse in questi materiali, unite tra loro, davano luogo a intelaiature strutturali decisamente più resistenti e più grandi rispetto a quelle tradizionali in legno. Un ulteriore enorme passo avanti fu rappresentato dal cemento armato, ottenuto ponendo nel calcestruzzo ancora fresco tondini d’acciaio che lo irrobustissero ulteriormente: grazie a queste tecniche la gamma delle possibilità architettoniche, in termini di dimensioni e sicurezza, si estese in modo impressionante. Oggi il cemento armato è ampiamente usato in tutte le costruzioni. Inoltre, la larga disponibilità di alluminio e delle leghe in cui viene impiegato consentì di costruire coperture particolarmente leggere.

Il vetro, conosciuto già in epoche preistoriche, fu largamente impiegato per le ampie vetrate e i rosoni delle cattedrali gotiche. Ma è soprattutto nel XX secolo che assunse un ruolo di protagonista tra i materiali edilizi, venendo utilizzato per rivestire interi edifici e grattacieli. Prodotto in forme sempre più resistenti e attualmente caratterizzato da elevati coefficienti di trasparenza, il vetro si connota come il materiale “moderno” per eccellenza dell’architettura.