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Peyotismo

Peyotismo Culto diffuso fra gli indiani d'America, che prende il nome dal peyote (dalla parola azteca peyotl), una pianta allucinogena (Lophophora williamsii), impiegata in Messico a scopi terapeutici e nei riti di magia. Proibito fin dal 1620 dall'Inquisizione, che non riuscì comunque a sradicarne la pratica, il peyotismo fece proseliti tra gli indiani del Texas verso il 1800, diffondendosi poi presso tutte le tribù degli Stati Uniti; in Messico è tuttora praticato fra le popolazioni indigene delle regioni settentrionali.

Dal 1886 al 1932 le autorità e i missionari cristiani tentarono con ogni mezzo di estirpare questo culto, posto fuori legge fra il 1899 e il 1937 in 14 stati, nonostante la veste cristiana assunta dal movimento con la fondazione, nel 1918, della 'Native American Church', che ottenne la libertà di culto soltanto nel 1940. Fra il 1960 e il 1979, gli adepti si videro riconoscere ufficialmente anche il diritto di utilizzare, in spazi appositi, la sostanza allucinogena nelle sedi del culto. Descritto dagli etnologi fin dal 1891, il peyotismo mantiene tuttora i suoi caratteri originari.

Gli adepti considerano il peyote un'erba sacra, offerta da Dio agli indigeni americani per consentire loro la conoscenza di Cristo, spesso menzionato in inni e preghiere, e seguono regole convenzionali che bandiscono l'alcol e impongono il rispetto della famiglia e della natura.