Trova nell'articolo Piogge acide

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Piogge acide
1. Introduzione

Piogge acide Fenomeno dovuto all’inquinamento dell'aria, che consiste nella contaminazione dell’acqua piovana da parte delle sostanze tossiche presenti in atmosfera.

2. Cause del fenomeno

La combustione del carbone, del petrolio e degli altri idrocarburi nei motori delle automobili, nelle centrali che producono energia termoelettrica o negli impianti di riscaldamento, oltre a produrre anidride carbonica (CO2) dà luogo anche alla produzione di altri agenti inquinanti, quali il piombo, l'anidride solforosa (SO2) e il biossido di azoto (NO2) e altri ossidi dell’azoto (detti genericamente NOX). In particolare, i combustibili fossili bruciando liberano ossidi (ovvero, composti in cui è presente l'ossigeno) non metallici che chimicamente sono anidridi acide; queste, venendo a contatto con l'acqua presente nell'atmosfera, producono diversi acidi quali l’acido solforoso (H2SO3), l’acido solforico (H2SO4), l’acido nitroso (HNO2) e nitrico (HNO3), l’acido carbonico (H2CO3), l'acido cloridrico (HCl). Tali sostanze si legano all'acqua, determinandone un abbassamento del valore di pH; l’acqua quindi ricade a terra con le piogge (dette pertanto “piogge acide”) o sotto forma di neve o nebbia. Prima di disciogliersi in acqua, le molecole degli acidi possono essere trasportate dai venti anche molto lontano dal sito in cui si sono formate; inoltre, possono essere trascinate a terra dalla neve o dalla nebbia o, ancora, precipitare al suolo sotto forma di deposizioni secche. Per questo motivo, per indicare il fenomeno è più corretta la locuzione 'deposizioni acide', che comprende anche le deposizioni secche, altrettanto nocive per l'ambiente di quelle umide.

3. Effetti

La pioggia acida attacca quotidianamente le strutture edili; l'anidride solforosa agisce sui manufatti in pietra calcarea trasformando il carbonato di calcio in gesso, che può essere facilmente dilavato con l'acqua piovana. La pietra si deteriora più rapidamente, vengono danneggiati gli edifici, si rovinano sculture e monumenti.

Le foreste, esposte in modo continuo alle piogge acide, risultano particolarmente danneggiate. Possono manifestare una riduzione dell’attività di fotosintesi e conseguente rallentamento della crescita, ed erosione della cuticola che riveste l’epidermide con necrosi dei tessuti fogliari. Inoltre, le lesioni dei tessuti facilitano l’ingresso di agenti patogeni e, quindi, l’insorgenza di malattie; gli acidi, penetrando attraverso le cuticole danneggiate, si accumulano nei vacuoli determinando danni agli organi più delicati, come i fiori. L’anidride solforosa, in particolare, colpisce anche muschi e licheni, che pertanto possono essere utilizzati come bioindicatori in studi sull’inquinamento. Sull’organismo umano, si registrano effetti nocivi soprattutto a carico delle mucose delle prime vie respiratorie; prolungate esposizioni a elevate concentrazioni di NO2 ed SO2 possono causare bronchiti croniche ed enfisema. Anche i terreni agricoli possono subire effetti dannosi; alterando la composizione chimica del suolo, le piogge acide lo acidificano rendendolo inospitale per molte piante e determinando la selezione di microrganismi acidofili; il pH più acido del terreno produce la solubilizzazione di elementi come l’alluminio, il mercurio, il cadmio, il piombo, il nichel e il plutonio, dall’azione fitotossica. Questi metalli entrano nella catena alimentare, causando danni a tutti gli elementi che la compongono. Ogni anno sul suolo svedese cadono, con la pioggia, migliaia di tonnellate di zolfo; un quinto del patrimonio boschivo della Germania è già stato danneggiato; più di metà dei boschi tedeschi o di quelli inglesi è gravemente malata; in Italia le piogge acide hanno già danneggiato il 10% del patrimonio boschivo.

4. Provvedimenti

Per fronteggiare tale problema è necessario imporre una transizione da fonti energetiche fossili non rinnovabili e produttrici di rifiuti pericolosi, a fonti energetiche rinnovabili, come l'energia solare, eolica, idrica, geotermica, delle maree e delle biomasse. Un ruolo importante è rappresentato da una legislazione antinquinamento (divieto di utilizzo dei combustibili più inquinanti) accompagnata dall’introduzione di tasse ecologiche volte a scoraggiare il consumo di fonti energetiche fossili non rinnovabili. Nel 1988, in conformità a quanto stabilito durante la Conferenza delle Nazioni Unite sulla prevenzione e il controllo dell'inquinamento atmosferico transfrontaliero tenutasi a Ginevra nel 1979, diverse nazioni (tra cui tutte le nazioni aderenti all'Unione Europea) hanno ratificato un protocollo per congelare il livello delle emissioni di ossidi di azoto intorno ai valori registrati nel 1987. L'Italia, da parte sua, aveva già ratificato il protocollo della Convenzione di Ginevra nel 1982. Negli Stati Uniti, a seguito degli emendamenti apportati nel 1990 al Clean Air Act del 1967 (un decreto statunitense sull'inquinamento atmosferico), sono state introdotte nuove norme che hanno imposto alle centrali termoelettriche di ridurre le emissioni di anidride solforosa a dieci milioni di tonnellate per anno entro il 2000 (nel 1990 il volume di tali emissioni era pari a venti milioni di tonnellate per anno). L'applicazione in Europa del trattato sottoscritto in occasione della Conferenza di Ginevra ha condotto all'approvazione di diversi protocolli per la riduzione delle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo.