Piogge acide
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Piogge acide
2. Cause del fenomeno

La combustione del carbone, del petrolio e degli altri idrocarburi nei motori delle automobili, nelle centrali che producono energia termoelettrica o negli impianti di riscaldamento, oltre a produrre anidride carbonica (CO2) dà luogo anche alla produzione di altri agenti inquinanti, quali il piombo, l'anidride solforosa (SO2) e il biossido di azoto (NO2) e altri ossidi dell’azoto (detti genericamente NOX). In particolare, i combustibili fossili bruciando liberano ossidi (ovvero, composti in cui è presente l'ossigeno) non metallici che chimicamente sono anidridi acide; queste, venendo a contatto con l'acqua presente nell'atmosfera, producono diversi acidi quali l’acido solforoso (H2SO3), l’acido solforico (H2SO4), l’acido nitroso (HNO2) e nitrico (HNO3), l’acido carbonico (H2CO3), l'acido cloridrico (HCl). Tali sostanze si legano all'acqua, determinandone un abbassamento del valore di pH; l’acqua quindi ricade a terra con le piogge (dette pertanto “piogge acide”) o sotto forma di neve o nebbia. Prima di disciogliersi in acqua, le molecole degli acidi possono essere trasportate dai venti anche molto lontano dal sito in cui si sono formate; inoltre, possono essere trascinate a terra dalla neve o dalla nebbia o, ancora, precipitare al suolo sotto forma di deposizioni secche. Per questo motivo, per indicare il fenomeno è più corretta la locuzione 'deposizioni acide', che comprende anche le deposizioni secche, altrettanto nocive per l'ambiente di quelle umide.