Piogge acide
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Piogge acide
4. Provvedimenti

Per fronteggiare tale problema è necessario imporre una transizione da fonti energetiche fossili non rinnovabili e produttrici di rifiuti pericolosi, a fonti energetiche rinnovabili, come l'energia solare, eolica, idrica, geotermica, delle maree e delle biomasse. Un ruolo importante è rappresentato da una legislazione antinquinamento (divieto di utilizzo dei combustibili più inquinanti) accompagnata dall’introduzione di tasse ecologiche volte a scoraggiare il consumo di fonti energetiche fossili non rinnovabili. Nel 1988, in conformità a quanto stabilito durante la Conferenza delle Nazioni Unite sulla prevenzione e il controllo dell'inquinamento atmosferico transfrontaliero tenutasi a Ginevra nel 1979, diverse nazioni (tra cui tutte le nazioni aderenti all'Unione Europea) hanno ratificato un protocollo per congelare il livello delle emissioni di ossidi di azoto intorno ai valori registrati nel 1987. L'Italia, da parte sua, aveva già ratificato il protocollo della Convenzione di Ginevra nel 1982. Negli Stati Uniti, a seguito degli emendamenti apportati nel 1990 al Clean Air Act del 1967 (un decreto statunitense sull'inquinamento atmosferico), sono state introdotte nuove norme che hanno imposto alle centrali termoelettriche di ridurre le emissioni di anidride solforosa a dieci milioni di tonnellate per anno entro il 2000 (nel 1990 il volume di tali emissioni era pari a venti milioni di tonnellate per anno). L'applicazione in Europa del trattato sottoscritto in occasione della Conferenza di Ginevra ha condotto all'approvazione di diversi protocolli per la riduzione delle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo.