Piogge acide
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Piogge acide
3. Effetti

La pioggia acida attacca quotidianamente le strutture edili; l'anidride solforosa agisce sui manufatti in pietra calcarea trasformando il carbonato di calcio in gesso, che può essere facilmente dilavato con l'acqua piovana. La pietra si deteriora più rapidamente, vengono danneggiati gli edifici, si rovinano sculture e monumenti.

Le foreste, esposte in modo continuo alle piogge acide, risultano particolarmente danneggiate. Possono manifestare una riduzione dell’attività di fotosintesi e conseguente rallentamento della crescita, ed erosione della cuticola che riveste l’epidermide con necrosi dei tessuti fogliari. Inoltre, le lesioni dei tessuti facilitano l’ingresso di agenti patogeni e, quindi, l’insorgenza di malattie; gli acidi, penetrando attraverso le cuticole danneggiate, si accumulano nei vacuoli determinando danni agli organi più delicati, come i fiori. L’anidride solforosa, in particolare, colpisce anche muschi e licheni, che pertanto possono essere utilizzati come bioindicatori in studi sull’inquinamento. Sull’organismo umano, si registrano effetti nocivi soprattutto a carico delle mucose delle prime vie respiratorie; prolungate esposizioni a elevate concentrazioni di NO2 ed SO2 possono causare bronchiti croniche ed enfisema. Anche i terreni agricoli possono subire effetti dannosi; alterando la composizione chimica del suolo, le piogge acide lo acidificano rendendolo inospitale per molte piante e determinando la selezione di microrganismi acidofili; il pH più acido del terreno produce la solubilizzazione di elementi come l’alluminio, il mercurio, il cadmio, il piombo, il nichel e il plutonio, dall’azione fitotossica. Questi metalli entrano nella catena alimentare, causando danni a tutti gli elementi che la compongono. Ogni anno sul suolo svedese cadono, con la pioggia, migliaia di tonnellate di zolfo; un quinto del patrimonio boschivo della Germania è già stato danneggiato; più di metà dei boschi tedeschi o di quelli inglesi è gravemente malata; in Italia le piogge acide hanno già danneggiato il 10% del patrimonio boschivo.