Reno (fiume, Europa)
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Reno (fiume, Europa)
3. Importanza storico-economica

Il Reno è navigabile dalla foce fino a Basilea, per circa 800 km. I principali fiumi dell'Europa occidentale, tra cui la Senna, l'Elba, l'Ems, la Marna, il Rodano e la Saona, sono in comunicazione con il Reno attraverso canali artificiali. Nel 1992, il canale Reno-Meno-Danubio, un progetto che era stato discusso per secoli, è stato finalmente portato a compimento, rendendo possibili i trasporti via acqua tra il Mare del Nord e il Mar Nero. Il Reno attraversa territori ricchi dal punto di vista minerario, industriale e agricolo, ed è aperto alla navigazione internazionale fin dal 1868 nei termini della Convenzione di Mannheim. La moderna tecnologia permette oggi la navigazione per tutto l'arco dell'anno e il trasporto sul fiume di pesanti carichi di carbone, minerali di ferro, granaglie, potassio, petrolio, ferro e acciaio, legname e altre merci.

Questa intensità di traffici è stata però all'origine di gravi problemi ambientali. Nel 1976, a causa del grave inquinamento, i governi dei Paesi Bassi, della Francia, del Lussemburgo, della Svizzera e della Germania Occidentale firmarono un trattato impegnandosi nella bonifica del fiume. Nonostante i problemi di applicazione del trattato, il Reno sembrò essere sulla via del risanamento. Purtroppo, nel 1986, un incidente, a causa del quale un notevole quantitativo di sostanze chimiche si riversò nelle sue acque, vanificò dieci anni di progressi. Quasi 30 tonnellate di rifiuti tossici, tra cui fungicidi e mercurio, inquinarono il fiume. Fu considerato il più grave disastro non nucleare mai avvenuto in Europa: provocò la morte di oltre mezzo milione di pesci e rese impraticabile l'intero sistema di vie d'acqua della Germania Occidentale, della Francia e dei Paesi Bassi. Vedi anche Ecologia delle acque dolci.