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Lepidotteri
1. Introduzione

Lepidotteri Ordine di insetti caratterizzati da ampie ali membranose ricoperte di squame e, allo stadio adulto, da un apparato boccale succhiatore. Ne fanno parte specie dalle abitudini diurne comunemente dette farfalle (ropaloceri, circa 20.000 specie), che hanno ali spesso vivacemente colorate e antenne clavate, e specie dalle abitudini notturne, più propriamente definite falene (eteroceri, circa 100.000 specie), con colorazioni meno evidenti e antenne “pettinate” (ramificate).

Dal punto di vista evolutivo, l’ordine è uno dei più recenti della classe degli insetti: non esistono infatti testimonianze fossili di farfalle e falene anteriori alla fine del mesozoico, vale a dire al periodo in cui si affermarono sulla Terra le piante con fiore. Queste ultime, infatti, sono in rapporto di reciproca dipendenza con i lepidotteri: a essi forniscono il nutrimento, e da essi dipendono per l’impollinazione.

2. Caratteristiche fisiche

Le dimensioni dei lepidotteri variano sensibilmente da specie a specie. Le farfalle più grandi, appartenenti al genere Troides, vantano un'apertura alare di circa 25 cm, mentre quelle più piccole superano a malapena il centimetro. Tra le falene, quelle di dimensioni maggiori appartengono al genere asiatico Attacus e possono superare i 30 cm di apertura alare; le più piccole (Microlepidoptera) sono ampie solo qualche millimetro.

Tutti i lepidotteri possiedono due paia di ali membranose fittamente ricoperte di squamette embricate (parzialmente sovrapposte l’una all’altra), che altro non sono se non peli modificati e appiattiti. In genere nelle farfalle sono vivacemente colorate e, in posizione di riposo, vengono portate chiuse, l’una accostata all’altra al di sopra del dorso; nelle falene hanno più spesso colorazioni neutre e vengono tenute aperte anche in posizione di riposo. Un’altra caratteristica che distingue le farfalle dalle falene è la forma delle antenne: sottili e clavate (con estremità superiore ispessita e arrotondata) quelle delle farfalle, pettinate (con ramificazioni simili ai denti di un pettine) quelle delle falene.

L’apparato boccale degli adulti è costituito da una lunga proboscide detta spiritromba che permette di succhiare il nettare dei fiori. Allo stadio larvale, invece, l’apparato boccale è di tipo masticatore, e la dieta tipicamente erbivora. Le larve hanno un corpo cilindrico piuttosto elastico, occhi semplici, apparato boccale masticatore, tre paia di veri arti toracici e, in genere, cinque paia di arti spuri addominali, che permettono di mettere in atto la tipica locomozione a compasso dei bruchi. Negli adulti gli occhi sono composti.

3. Ciclo vitale

Farfalle e falene vanno incontro a metamorfosi completa. Il ciclo vitale si compone di quattro stadi: uovo, larva (bruco), pupa (bozzolo o crisalide) e immagine o insetto adulto. Dopo l'accoppiamento, la femmina depone le uova su una pianta destinata a diventare, dopo la schiusa, la fonte di nutrimento delle larve, che nella maggior parte delle specie sono fitofaghe (si nutrono di foglie). Non mancano le specie con larve carnivore: alcuni bruchi, ad esempio, divorano gli afidi; altri formano complesse associazioni con le formiche, vivendo nei loro nidi e mangiandone le larve; altri ancora si nutrono di insilati o di tessuti di lana. In questo primo stadio del loro complesso ciclo vitale, le larve si alimentano senza sosta, fino a diventare anche centinaia di volte più grandi delle loro dimensioni iniziali. L’accrescimento avviene attraverso numerose mute. Al termine dello stadio di bruco, l’insetto fila il bozzolo e si impupa, per subire profonde trasformazioni: gli apparati interni vengono riorganizzati e si sviluppano le strutture esterne tipiche dell'animale adulto. Il passaggio finale da crisalide a insetto adulto prende il nome di sfarfallamento.

4. Habitat e diffusione

La dieta delle larve dei lepidotteri è generalmente molto specializzata: ogni specie si nutre di un ben determinato tipo di pianta. Questo crea una stretta dipendenza tra lepidotteri e vegetali, e vincola la diffusione dei primi a quella dei secondi. Ne segue che l’areale delle singole specie di lepidotteri è relativamente poco esteso, eccettuati i casi delle farfalle o falene che depongono le uova su specie vegetali ampiamente distribuite.

I lepidotteri sono adattati a un'ampia gamma di habitat, dalla tundra alla foresta pluviale e da depressioni al di sotto del livello del mare fino a circa 6000 m di quota. Nelle aree tropicali, le condizioni climatiche favorevoli e la grande disponibilità di risorse consentono un rapido sviluppo delle larve e una lunga vita adulta. Negli habitat a clima temperato, farfalle e falene vanno incontro a uno stadio di inattività, o diapausa, che permette loro di resistere alle condizioni ambientali più sfavorevoli. La diapausa può coincidere con lo stadio di uovo, di larva, di pupa o di insetto adulto. Nei climi in cui sono comuni le precipitazioni nevose è comune l'ibernazione, mentre nelle aree caratterizzate da stagioni calde e asciutte è di norma una diapausa estiva (estivazione). Lo sviluppo larvale è in genere più lento nelle regioni a clima temperato e spesso la vita dell'insetto adulto dura solo qualche giorno o settimana.

Alcune farfalle, tra cui la farfalla monarca (Danaus plexippus) del Nord America, compiono migrazioni di migliaia di chilometri per svernare in determinati siti dove confluiscono in un numero enorme di esemplari.

5. Colorazione e mimetismo

I colori e i motivi delle ali delle farfalle e delle falene rappresentano nella maggior parte dei casi una protezione dai predatori. Alcune specie possiedono falsi occhi o altri segni che distolgono l'attenzione dei nemici dalle parti vitali del corpo, attirandola sulle ali. In molte specie la colorazione è di tipo criptico, vale a dire confonde l’animale con i colori e le forme dell’ambiente in cui vive, sottraendolo alla vista dei predatori. Le farfalle con colorazioni particolarmente evidenti, invece, dette colorazioni di avvertimento, rappresentano un modello di evoluzione molto complesso: durante lo stadio larvale questi insetti assimilano dalle piante di cui si nutrono sostanze tossiche che rendono i loro tessuti disgustosi o velenosi per i predatori; da adulti, con le colorazioni a tinte forti, gialle, rosse o arancioni che assumono, avvertono i potenziali predatori della loro tossicità.

Alcune specie innocue hanno evoluto disegni e colorazioni delle ali simili a quelli delle specie non commestibili, approfittando della situazione per proteggersi dagli stessi predatori. Questo tipo di mimetismo è noto come mimetismo batesiano, dal nome del suo scopritore, il naturalista ed esploratore inglese del XIX secolo Henry Bates. Tra i lepidotteri si osserva anche un altro tipo di mimetismo, detto mülleriano, che consiste in una sorta di alleanza tra specie velenose: queste, che nel corso dell’evoluzione hanno sviluppato colorazioni simili, tendono a vivere e volare in gruppo, in modo da ridurre la pressione dei predatori su ciascuna specie.

6. Famiglie rappresentative

L’ordine è suddiviso in diverse decine di famiglie. Tra quelle che comprendono specie notturne, la famiglia delle tineidi include piccole farfalline meglio note come tarme, che si nutrono di tessuti di lana; le tortricidi vantano tra i propri membri il baco della mela (Carpocapsa pomonella); i geometridi devono il proprio nome al sistema di locomozione dei bruchi, che procedono a compasso, appoggiando al substrato una per volta le estremità del corpo. Fa parte di questo gruppo la celebre geometra della betulla (Biston betularia), nota come caso evidente di melanismo industriale: in seguito alla diffusione delle fabbriche di lavorazione del carbone, gli insetti mutarono la colorazione da bianco screziato a nero uniforme, per confondersi sui tronchi delle betulle ormai privi di licheni e anneriti dalla fuliggine. Ancora, si citano le famiglie dei nottuidi e degli sfingidi.

Tra i lepidotteri diurni, alcune delle famiglie più note sono i papilionidi, che vantano poche specie ma molto appariscenti; i ninfaidi, ben riconoscibili perché dotati di 2 sole paia di zampe (il primo paio è atrofizzato) e i satiridi, generalmente di colorazione bruna, eventualmente punteggiata di nero o di bianco.

Classificazione scientifica: I lepidotteri costituiscono un ordine della classe degli insetti, phylum artropodi.