| Lepidotteri | Articolo | ||||
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| 4. | Habitat e diffusione |
La dieta delle larve dei lepidotteri è generalmente molto specializzata: ogni specie si nutre di un ben determinato tipo di pianta. Questo crea una stretta dipendenza tra lepidotteri e vegetali, e vincola la diffusione dei primi a quella dei secondi. Ne segue che l’areale delle singole specie di lepidotteri è relativamente poco esteso, eccettuati i casi delle farfalle o falene che depongono le uova su specie vegetali ampiamente distribuite.
I lepidotteri sono adattati a un'ampia gamma di habitat, dalla tundra alla foresta pluviale e da depressioni al di sotto del livello del mare fino a circa 6000 m di quota. Nelle aree tropicali, le condizioni climatiche favorevoli e la grande disponibilità di risorse consentono un rapido sviluppo delle larve e una lunga vita adulta. Negli habitat a clima temperato, farfalle e falene vanno incontro a uno stadio di inattività, o diapausa, che permette loro di resistere alle condizioni ambientali più sfavorevoli. La diapausa può coincidere con lo stadio di uovo, di larva, di pupa o di insetto adulto. Nei climi in cui sono comuni le precipitazioni nevose è comune l'ibernazione, mentre nelle aree caratterizzate da stagioni calde e asciutte è di norma una diapausa estiva (estivazione). Lo sviluppo larvale è in genere più lento nelle regioni a clima temperato e spesso la vita dell'insetto adulto dura solo qualche giorno o settimana.
Alcune farfalle, tra cui la farfalla monarca (Danaus plexippus) del Nord America, compiono migrazioni di migliaia di chilometri per svernare in determinati siti dove confluiscono in un numero enorme di esemplari.