Rocce metamorfiche
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Rocce metamorfiche
3. Tipi di rocce metamorfiche

Le rocce metamorfiche possono derivare dalla trasformazione di rocce ignee, di rocce sedimentarie, o di altre rocce metamorfiche. A seconda del tipo di roccia di partenza e dell’intensità del metamorfismo, la roccia risultante presenta composizione e struttura diverse. Ad esempio, le ardesie sono il risultato di un metamorfismo moderato applicato a rocce sedimentarie come le argilliti; un metamorfismo più intenso applicato alle stesse rocce produce invece le filladi, in cui i minerali argillosi sono ricristallizzati in foglietti di mica; a temperature e pressioni ancora più elevate, le argilliti ricristallizzano completamente, formando scisti o gneiss, rocce nelle quali l’allineamento dei foglietti di mica produce una struttura macroscopica fogliata o laminare. Negli scisti, i minerali di colore chiaro (soprattutto quarzo e feldspato) si dispongono tra i cristalli di mica, di colore scuro; anche gli gneiss mostrano una tipica colorazione a bande.

Tra gli altri minerali che si formano normalmente per ricristallizzazione metamorfica è importante la terna andalusite-sillimanite-cianite. Si tratta di tre forme di uno stesso composto: il silicato di alluminio. Ognuna di queste forme è tipica di un dato intervallo di pressioni e temperature: dalla presenza dell’una o dell’altra forma all’interno di una roccia si può pertanto risalire alle condizioni di formazione della roccia stessa.

Tra le rocce metamorfiche prive di fogliazione, quarzite e marmo sono le più comuni. La quarzite è una roccia chiara, dura e resistente, nella quale tutti i granuli di sabbia dell’arenaria di origine si sono ricristallizzati in granuli di quarzo. Il marmo è una roccia più tenera e fragile, di colore variegato, nella quale la dolomite o la calcite del materiale sedimentario d’origine si sono completamente ricristallizzate.