| Sangue | Articolo | ||||
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| 4. | Coagulazione |
Una delle proprietà più importanti del sangue è la sua capacità di coagularsi al di fuori dell’organismo. Nell’organismo si può formare un coagulo di sangue in risposta a una lesione dei tessuti come la lacerazione di un muscolo, un taglio o una ferita. Nei vasi il sangue è fluido, ma poco dopo essere stato prelevato diventa viscido e si addensa in una massa gelatinosa; questa, poi, si scompone in un coagulo, rosso e duro, che galleggia sul siero, un liquido trasparente di colore paglierino.
Il coagulo è formato quasi interamente da eritrociti racchiusi in un reticolo di sottili fili di fibrina. La fibrina non è presente già formata nel sangue, ma viene fabbricata a partire dal fibrinogeno attivato per azione della trombina. Quest’ultima, a sua volta, non è presente nel sangue circolante, ma si forma a partire dalla protrombina, attivata attraverso un complesso processo che coinvolge i trombociti, alcuni sali di calcio e sostanze prodotte dal tessuto leso. Se manca uno di questi fattori, la formazione del coagulo è difettosa. Ad esempio, l’aggiunta di citrato di sodio rimuove gli ioni calcio dal sangue e, quindi, impedisce la formazione del coagulo. La carenza di vitamina K rende impossibile la formazione di una quantità adeguata di protrombina nel sangue; la concentrazione delle diverse proteine della coagulazione o dei trombociti può essere alterata da alcune malattie.