Anglicanesimo
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Anglicanesimo
3. Sviluppi

Nel XVIII secolo il movimento del “risveglio evangelico” infuse nell’anglicanesimo, non senza la manifestazione di diversi fenomeni di contestazione e di dissenso, un rinnovato spirito di devozione e una marcata sensibilità ai temi sociali ed etici; il XIX secolo vide invece la nascita di un movimento di tendenza cattolica fondato da alcuni chierici dell’Università di Oxford, il cosiddetto “movimento di Oxford”. Divenne allora più evidente la divergenza fra i membri della cosiddetta “Chiesa Bassa” (Low Church), di tendenza protestante e progressista, e quelli della “Chiesa Alta” (High Church), più conservatori e inclini alla tradizione cattolica, con una situazione di eclettismo nei riti e nella dottrina che permane sostanzialmente ancora oggi.

Con la nascita della Chiesa episcopaliana degli Stati Uniti, nel 1789, prese avvio il processo di formazione di Chiese che, pur traendo ispirazione dalla Chiesa d’Inghilterra, proclamarono nel contempo la propria indipendenza: Chiese anglicane esistono, oltre che in Inghilterra, Galles, Irlanda e Scozia (anche qui con il nome di Chiesa episcopaliana), in Canada, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e in tutti gli altri paesi soggetti all’influenza politica e culturale britannica.

Momenti ufficiali di incontro dei diversi rami dell’anglicanesimo sono dal 1867 la conferenza di Lambeth, che si tiene ogni dieci anni, e i congressi mondiali anglicani, inaugurati nel 1903. Gli anglicani, il cui numero complessivo supera i 70 milioni, pari a circa il 5% dell’intera cristianità, rappresentano in Gran Bretagna circa la metà della popolazione, costituendo inoltre una cospicua minoranza negli Stati Uniti e in altri paesi.

Fondata sul Book of Common Prayer e sui Trentanove Articoli, approvati nel 1571, la dottrina della Chiesa anglicana continua ad accettare formalmente molti principi del cattolicesimo; motivi sostanziali di divergenza con il cattolicesimo sono il rifiuto del primato attribuito al pontefice romano, e, di conseguenza, il rifiuto del dogma dell’infallibilità pontificia.