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| 4. | La questione del sacerdozio femminile |
Se per il processo di riavvicinamento, avviato attivamente dalle due Chiese dopo il Concilio Vaticano II, non costituisce un ostacolo il problema disciplinare del celibato ecclesiastico, obbligatorio per i sacerdoti cattolici ma non per quelli anglicani, difficoltà ben maggiori ha provocato in questa direzione la questione del sacerdozio femminile: la Chiesa anglicana ha infatti proceduto, il 12 marzo 1994, all’ordinazione dei primi sacerdoti di sesso femminile, proprio quando papa Giovanni Paolo II aveva dottrinalmente sancito l’inammissibilità del sacerdozio femminile nella Chiesa cattolica.
Il problema dell’ordinazione delle donne ha del resto sollevato aspre polemiche all’interno della stessa Chiesa d’Inghilterra, con manifestazioni di aperto dissenso da parte della cospicua minoranza di ecclesiastici e di fedeli laici che non accettano le nuove disposizioni, i più tradizionalisti dei quali hanno persino abbandonato l’anglicanesimo per aderire al cattolicesimo. Così hanno fatto del resto anche alcuni sacerdoti, ai quali la Santa Sede ha concesso di esercitare il loro ministero in comunione con Roma, ritenendo quindi valida l’ordinazione sacerdotale anglicana, indipendentemente dalla condizione celibataria.