| Trattamenti delle acque | Articolo | ||||
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| 4. | Sedimentazione e filtrazione |
Dopo la disinfezione, si procede alla rimozione dei corpuscoli presenti in sospensione nell’acqua, siano essi di natura organica o inorganica. La tecnica di sedimentazione prevede che l’acqua venga stipata in una vasca e trattata con una sostanza detta flocculante, capace di aggregare i corpuscoli in fiocchi (flocculi) di dimensioni sufficienti a sedimentare sul fondo. Nel caso in cui i fiocchi non siano sufficientemente pesanti da cadere per effetto della gravità, l’acqua flocculata viene successivamente sottoposta a filtrazione meccanica.
Esistono diversi sistemi di filtrazione, il più comune dei quali prevede il passaggio attraverso letti di sabbia (quarzite) di granulometrie selezionate, per rimuovere particelle di calibro diverso. L’acqua può essere fatta percolare attraverso i filtri per gravità, oppure essere forzata all’interno dei filtri in pressione. Per eliminare il cloro in eccesso e taluni inquinanti di natura organica si usano filtri a carbone attivo, che depurano l’acqua attraverso il processo dell’adsorbimento.
La filtrazione viene applicata anche per ridurre la concentrazione di ferro e manganese. Questi elementi non arrecano danno alla salute, ma conferiscono all’acqua un aspetto e un odore sgradevoli. Per poter essere rimossi vengono dapprima ossidati, in modo da essere inglobati in composti chimici insolubili (per il ferro, idrato ferrico, Fe(OH)3), poi vengono filtrati. Gli agenti ossidanti più utilizzati sono permanganato di potassio, ipocloriti, ozono e biossido di cloro, che hanno il vantaggio di fungere parallelamente anche da disinfettanti.