| Trova nell'articolo | Cipro | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Cipro (nome ufficiale Kypriakí Dimokratía; Kibrìs Cumhuriyeti, Repubblica di Cipro), stato insulare situato nel mar Mediterraneo orientale, a ovest della Siria e del Libano e a sud della Turchia. Con una superficie di 9.251 km², Cipro è la terza isola per estensione del mar Mediterraneo. L’estensione costiera è di 648 km. La capitale è Nicosia.
Dal 1974 la parte settentrionale dell’isola (circa il 35% del territorio) costituisce di fatto uno stato autonomo (la Repubblica turca di Cipro del Nord, anch’essa con capitale Nicosia) riconosciuto solo dalla Turchia. Le due aree sono divise da una “linea verde” controllata dalle Nazioni Unite.
| 2. | Territorio |
Di forma irregolare, l’isola è caratterizzata a est da una penisola lunga e stretta, la penisola di Karpaso, protesa verso la costa siriana. Le coste sono per lo più alte e frastagliate, fatta eccezione per alcune vaste baie, come quelle di Famagosta, Larnaca e Mórfou. Parte del territorio interno è costituita da una pianura chiamata Mesoaria (in greco significa “tra le montagne”), che si estende dalle coste occidentali a quelle orientali ed è infatti delimitata a nord e a sud dai rilievi montuosi che occupano la maggior parte dell’isola: a nord dai monti Kyrenia (la cui massima elevazione è di 1.023 m), disposti parallelamente alla costa in senso est-ovest fino alla penisola di Karpaso; a sud dai monti dell’Olimpo, dove si eleva la cima più alta di Cipro, il monte Tróodos (1.953 m).
I fiumi di Cipro sono tutti a carattere torrentizio: le piogge invernali alimentano alcuni corsi d’acqua che bagnano in particolare la pianura di Mesoaria nei mesi primaverili, ritirandosi poi dal loro letto durante il resto dell’anno. Sull’isola vi sono alcuni laghi di acqua dolce e due grandi laghi di acqua salata.
Il clima è tipicamente mediterraneo, con estati calde e secche e una stagione fresca e piovosa tra i mesi di ottobre e marzo. La temperatura media annuale è di 20,6 °C; la media annua delle precipitazioni è di circa 500 mm.
La macchia mediterranea è il tipo di vegetazione prevalente. Sui rilievi montuosi sono però diffusi pini, cipressi e cedri; la vegetazione spontanea comprende inoltre ginepri, platani, querce, olivi e carrubi. Per rimboschire il territorio, sono stati piantati estensivamente alberi di eucalipto. La fauna selvatica è costituita essenzialmente dal muflone e da numerose varietà di pernici tra cui francolini, beccaccini, quaglie e pavoncelle; l’isola ospita periodicamente anche stormi di uccelli migratori.
| 1. | Problemi e tutela dell’ambiente |
I problemi ambientali dell’isola sono connessi con lo sviluppo del turismo. Ogni anno viene consumato più del 60% dell’acqua disponibile e, lungo la costa, l’acqua del mare s’infiltra nelle falde freatiche. I litorali sono sempre più inquinati dalle acque non depurate prodotte dagli insediamenti turistici, che stanno nascendo anche in molte aree di interesse naturalistico. Il governo ha creato per questo delle zone protette, che ospitano importanti specie zoologiche e botaniche, e ha firmato una serie di accordi internazionali per la tutela del patrimonio naturale e del mar Mediterraneo.
| 3. | Popolazione |
Cipro ha una popolazione di 792.604 abitanti (2008); di essa, circa l’80% è costituito da ciprioti di lingua greca, il 18% è di origine turca, e il rimanente è composto da armeni e altre minoranze etniche. Sia la comunità greca sia quella turca mantengono tradizioni e costumi propri e una forte identità nazionale. In seguito all’invasione turca del 1974, i flussi migratori hanno determinato una netta separazione geografica tra le due comunità: i greci occupano infatti i due terzi dell’isola, al centro e a sud, i turchi il territorio settentrionale.
La popolazione, impegnata principalmente nelle attività agricole, vive soprattutto nelle aree urbane (69%). La densità media della popolazione è di 86 abitanti per km², mentre l’incremento demografico è dello 0,52% (2008). La maggiore città è Nicosia, la capitale (205.000 abitanti nel 2003); lungo la costa si trovano i centri portuali di Limassol, Famagosta e Làrnaca (71.740 abitanti nel 2001).
| 1. | Lingua e religione |
Le lingue ufficiali sono il greco e il turco; rispetto a tutti gli altri dialetti greci moderni, quello cipriota è il più affine al greco antico. I membri della comunità greca appartengono alla Chiesa nazionale di Cipro (80% della popolazione), formalmente indipendente dalla Chiesa ortodossa orientale; il primate, il vescovo di Nicosia, e gli altri tre vescovi ciprioti vengono eletti dai membri della Chiesa stessa. La minoranza turca professa la religione musulmana (19%); esigue minoranze sono rappresentate da maroniti (arabi cristiani), cattolici ed ebrei.
| 2. | Istruzione e cultura |
Nel paese sono presenti due diversi sistemi scolastici. Nel settore greco l’istruzione è gratuita e obbligatoria tra i 5 e gli 11 anni e il sistema scolastico statale prevede un corso di studi secondari della durata di sei anni; nel paese è presente un ateneo, l’Università di Cipro, fondata nel 1988. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è del 98% (2005).
Cipro conserva numerosi resti archeologici di quasi tutti i periodi della preistoria: dal Neolitico (centri fortificati con abitazioni a pianta circolare), all’età del Bronzo (fortezza di Kyrìnia) fino al periodo della colonizzazione greca (santuari di Dàli e di Hagìa Irini). Numerosi sono inoltre i monumenti artistici dell’epoca medievale, come la moschea di Selimye a Nicosia, originariamente cattedrale gotico-bizantina del XIII secolo, e quella di Famagosta, del XIV secolo. Importante è la produzione di ceramica, fiorente soprattutto nel XV-XVI secolo. Tra i musei si ricordano il Museo di arte autoctona e il Museo di Cipro a Nicosia.
| 4. | Economia |
Nel 2006 il prodotto interno lordo di Cipro fu di 18.371 milioni di dollari USA, equivalenti a 23.821,90 dollari pro capite. Il tasso di disoccupazione è del 4,7% (2004).
Il 15% del territorio è destinato all’agricoltura, che soddisfa soprattutto il fabbisogno interno e viene praticata perlopiù in poderi di piccole dimensioni; i prodotti principali sono cereali (in particolare orzo e frumento) patate e agrumi; consistente è anche la produzione di uva e olive.
L’allevamento, in particolare di suini, ovini e caprini (il cui latte è impiegato per la produzione di formaggi e yogurt), ha una discreta rilevanza. Le risorse forestali offrono legname utilizzato come materiale da costruzione o come combustibile. Nel settore della pesca, che è una voce di un certo peso dell’economia cipriota, significativa è la raccolta di spugne nelle acque costiere.
Nel settore minerario rilevante è la presenza di rame, di cui l’isola rappresentava nel mondo antico la principale fonte; vi si trovano altri minerali come pirite di ferro, amianto, cromo e gesso. L’industria leggera sta diventando un settore sempre più importante nell’economia cipriota; i prodotti principali sono abbigliamento e calzature, alimenti, materiali da costruzione, vino, sigarette, olio per uso alimentare.
Nella Repubblica di Cipro il 1° gennaio 2008 l’euro ha sostituito la lira sterlina. Unità monetaria del settore turco è la lira turca. Dal settore greco sono esportati patate, agrumi, vino e prodotti dell’industria manifatturiera, in particolar modo calzature, mentre le importazioni comprendono petrolio, cereali e prodotti tessili; principali partner commerciali della Repubblica di Cipro sono i paesi dell’Unione Europea, in particolare Gran Bretagna e Grecia. Nel settore turco, gli scambi avvengono con la Turchia, maggior partner commerciale e referente politico del paese, e con la Gran Bretagna.
Il sistema di comunicazioni interne consiste di 12.060 km di rete stradale (il 63% della quale asfaltato), mentre non esistono ferrovie. Sono presenti tre aeroporti internazionali: a Nicosia e Làrnaca, nella zona greca, e a Tymbou (Ercan), in territorio turco.
| 5. | Ordinamento dello stato |
Amministrata dalla Gran Bretagna dal 1879, Cipro divenne una repubblica indipendente il 16 agosto 1960 in seguito al trattato sottoscritto l’anno precedente tra i governi di Londra, Atene e Ankara. Il Cyprus Act del 1960 stabilì un accordo di condivisione del potere politico tra le due comunità greca e turca. Nel 1963 una disputa costituzionale provocò il ritiro della rappresentanza turco-cipriota dal Parlamento e l’inizio di un vero e proprio scontro fra le due comunità, che si concluse solo in seguito all’intervento delle Nazioni Unite. Nel 1974, in seguito a un tentativo di colpo di stato delle forze filogreche sostenuto dal regime militare allora al potere ad Atene, la parte settentrionale dell’isola fu occupata dalle truppe di Ankara, intervenute al fianco della comunità turca. Nel 1983, falliti diversi tentativi di mediazione, sul territorio controllato dalle forze turche venne proclamato uno stato autonomo, la Repubblica turca di Cipro del Nord.
Dal 1964 le due parti dell’isola sono divise da una “linea verde” controllata dai Caschi Blu delle Nazioni Unite, che attraversa la stessa Nicosia, capitale di entrambe le entità. La Repubblica turca di Cipro del Nord non gode tuttavia di riconoscimento internazionale e ha relazioni diplomatiche con la sola Turchia. La Repubblica di Cipro, membro delle onu dal 1960, nel 2004 è entrata a far parte dell’Unione Europea.
| 1. | Potere esecutivo |
L’ordinamento istituzionale della Repubblica di Cipro si basa tuttora sulla Costituzione del 1960. Il presidente è eletto a suffragio universale per un periodo di cinque anni ed è anche capo del governo. Nella Repubblica turca di Cipro del Nord il presidente è eletto a suffragio universale per un periodo di cinque anni; egli nomina il capo del governo, scelto tra i membri del Parlamento.
| 2. | Potere legislativo |
Nella Repubblica di Cipro il potere legislativo è affidato a una Camera dei rappresentanti (Vouli Antiprosopon) di 80 membri, eletti con un mandato di cinque anni; sono vacanti i 24 seggi riservati alla comunità turco-cipriota. Nella Repubblica turca di Cipro del Nord il potere legislativo è affidato a un’Assemblea legislativa (Cumhuriyet Meclisi) di 50 membri eletti con un mandato di cinque anni.
In entrambe le entità hanno diritto al voto tutti i cittadini che hanno compiuto il diciottesimo anno di età.
| 3. | Potere giudiziario |
Il sistema giudiziario della Repubblica di Cipro si basa sulla Common Law. La pena di morte è stata abolita nel 1983 per i crimini ordinari e nel 1999 per tutti i crimini commessi in tempo di pace; nel 2002 è stata cancellata anche per i reati commessi in tempo di guerra. Tanto il sistema giudiziario della comunità greco-cipriota quanto quello della comunità turco-cipriota prevedono quale massimo organo la Corte Suprema.
| 4. | Forze politiche |
Le principali forze politiche sono, nell’area greco-cipriota: il Partito progressista dei lavoratori (Anorthotikon Kómma Ergazómenou Laoú, AKEL; comunisti), la Coalizione democratica (Dimokratikos Sinagermos, DISI; conservatori), il Partito democratico (Dimokratikon Komma, moderati) e il Movimento per la socialdemocrazia-EDEK (Kinima Sosialdimokraton Eniaia Dimokratiki Enosi Kentrou); nell’area turco-cipriota: il Partito per l’unità nazionale (Ulusal birlik Partisi, UBP; conservatori) e il Partito democratico (Demokrat Partisi, DP; moderati).
| 6. | Storia |
Sede di progredite civiltà durante il Neolitico e l’età del Bronzo, Cipro fu colonia micenea tra il XVII e il XV secolo a.C. Per la naturale posizione, al centro di rotte commerciali, e per la ricchezza dei giacimenti minerari, l’isola conobbe la colonizzazione di popolazioni greche e anatoliche. Fu nel contempo oggetto di contese e subì numerose dominazioni, dapprima dell’Egitto, sotto il regno del faraone Tutmosi III, intorno al 1450 a.C., poi dell’Assiria (VIII secolo) e successivamente dei persiani (alla fine del VI secolo). Conquistata da Alessandro Magno nel 333 a.C., alla sua morte ripassò sotto il controllo dell’Egitto. Nel 58 a.C. venne conquistata da Roma, che ne fece una provincia, e fece quindi parte dell’impero d’Oriente.
| 1. | Dai bizantini agli ottomani |
Sede di una chiesa autocefala (vedi Chiese ortodosse) dal V secolo, nel 1191, durante la terza Crociata, Cipro fu conquistata da Riccardo I d’Inghilterra. Ceduta al re di Gerusalemme Guido di Lusignano, l’isola passò sotto l’autorità della Chiesa latina. Alla fine del XV secolo entrò a far parte dei domini della potente Repubblica di Venezia per passare, nel 1571, sotto la sovranità degli ottomani, che ripristinarono la Chiesa ortodossa. Gli ottomani la conservarono per tre secoli, poi, sconfitti nella guerra russo-turca (1877-1878), la concessero, in cambio di protezione dalla Russia, in amministrazione alla Gran Bretagna, conservandone la sovranità.
| 2. | Il dominio britannico |
L’amministrazione britannica respinse le richieste di unione (in greco énosis) alla Grecia avanzate dal primate e dalla comunità greca dell’isola. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, in risposta all’alleanza stipulata dagli ottomani con la Germania, la Gran Bretagna si annetté Cipro, che diventò una colonia britannica in seguito al trattato di Losanna (1923). Il rafforzamento del controllo britannico sull’isola determinò un forte malcontento nella comunità greca e violente agitazioni, alle quali le autorità britanniche opposero una severa repressione e, nel 1931 e nel 1940, lo stato d’assedio.
Alla fine del secondo conflitto mondiale il movimento dell’énosis riprese forza; nel contempo, i rapporti tra le comunità greca e turca, fino ad allora piuttosto pacifici, iniziarono a deteriorarsi. I britannici, interessati a conservare il controllo dell’isola per via della sua importanza strategica, tentarono di dotarla di istituzioni autonome senza modificarne lo status.
A partire dal 1950 il movimento dell’énosis godette dell’influente sostegno di Michail Christodhulos Muskos, diventato in quell’anno etnarca con il nome di Makarios III. Il rifiuto delle autorità inglesi di un plebiscito sull’unità con la Grecia provocò da quel momento l’aperta ribellione dell’EOKA (Ethniki Organosis Kypriakou Agonos, Organizzazione nazionale per la lotta cipriota), che diede avvio a un’attività terroristica e guerrigliera. La comunità turca, sentendosi sempre più minacciata, iniziò a sua volta a chiedere la spartizione dell’isola. Nel 1954 la Grecia, fino ad allora estranea a ogni coinvolgimento diretto, portò la questione di Cipro dinanzi all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel 1955, fallito un tentativo di dirimere la controversia attraverso la convocazione di una conferenza tra i ministri degli Esteri di Grecia e Turchia, l’EOKA intensificò la sua azione terroristica. Nel 1956 le autorità britanniche esiliarono Makarios.
| 3. | L’indipendenza |
Nel febbraio 1959, le trattative riprese due anni prima tra la Gran Bretagna, la Grecia e la Turchia si conclusero con un accordo sulla costituzione di una repubblica indipendente. Alla minoranza turca venne garantita la vicepresidenza, alla quale fu assegnato un diritto di veto sulle decisioni del governo. La Gran Bretagna mantenne la sovranità su due basi militari. Rientrato a Cipro il 1° marzo, Makarios fu eletto presidente il dicembre successivo; Fazil Küchük, un turco-cipriota, divenne vicepresidente. Il 16 agosto 1960 Cipro divenne una repubblica indipendente nell’ambito del Commonwealth e membro delle Nazioni Unite.
I primi anni di vita della nuova repubblica furono segnati da tensioni interne e internazionali. Sostenitore della causa anticolonialista, Makarios si avvicinò al movimento dei paesi non allineati distinguendosi dalla Grecia e dalla Turchia, entrambe alleate degli Stati Uniti nella NATO. Sul piano interno Makarios si scontrò sia con la parte più radicale del nazionalismo greco, che continuava a perseguire l’unione con la Grecia, sia con la componente turca. Nel dicembre 1963, in seguito al suo tentativo di emendare la Costituzione abolendo il diritto di veto del vicepresidente, la comunità turca abbandonò le istituzioni. Nel paese si accese in breve tempo un violento scontro tra le due fazioni. La risoluzione dell’ONU per il cessate il fuoco del 10 agosto 1964 pose fine allo scontro, scongiurando il coinvolgimento diretto di Grecia e Turchia. Le Nazioni Unite crearono una “linea verde” tra i due contendenti, dividendo gli stessi quartieri della capitale Nicosia.
| 4. | La partizione |
Dopo il colpo di stato che nell’aprile del 1967 portò all’instaurazione ad Atene del regime filofascista “dei colonnelli”, le relazioni tra Grecia e Cipro andarono via via deteriorandosi. Il 15 luglio 1974 un colpo di stato fomentato dalla dittatura greca rovesciò Makarios, che venne sostituito con Nikos Sampson, vecchio dirigente dell’EOKA e sostenitore dell’énosis.
Il repentino cambiamento al vertice del potere a Nicosia provocò la reazione della Turchia, che inviò le sue truppe a occupare la parte settentrionale dell’isola. Il colpo di stato fu fatale per lo stesso regime greco dei colonnelli, che si disfece, di fronte alle proteste internazionali, il 24 luglio. A dicembre Makarios rientrò a Nicosia, riassumendo la presidenza, ma la divisione del paese era ormai un fatto compiuto. Il 13 febbraio 1975 Rauf Denktash proclamò nel settore settentrionale dell’isola una repubblica autonoma, diventandone il primo presidente. Disconosciuta dalla comunità internazionale, l’autoproclamata repubblica stabilì relazioni ufficiali con la sola Turchia, alla quale legò la propria sopravvivenza politica ed economica.
La partizione dell’isola causò massicci spostamenti di popolazione, che resero le due parti di Cipro etnicamente pressoché omogenee. Il governo di Ankara avviò in seguito il ripopolamento della neonata repubblica, favorendovi l’insediamento di coloni turchi provenienti dal continente. Questa politica produsse un’ulteriore modifica della composizione demografica del settore settentrionale dell’isola, che nell’arco di pochi anni avrebbe raggiunto un sostanziale equilibrio tra turco-ciprioti e turchi continentali. La nuova colonizzazione portò anche al rafforzamento delle forze nazionaliste, allontanando la possibilità di una riunificazione.
A Makarios, scomparso nel 1977, succedette alla presidenza della Repubblica di Cipro Spyros Kyprianou. Nel settore turco-cipriota si rafforzò la leadership nazionalista di Rauf Denktash, che nel 1981 fu confermato alla presidenza. Il 15 novembre 1983 nel settore settentrionale dell’isola venne ufficialmente proclamata la Repubblica turca di Cipro del Nord.
| 5. | Un difficile dialogo |
Negli anni seguenti l’esasperato nazionalismo delle due fazioni e gli effetti delle tensioni tra Grecia e Turchia vanificarono ogni tentativo di mediazione da parte della diplomazia internazionale. I rappresentanti delle due comunità si incontrarono infatti più volte, ma senza alcun esito.
A partire dalla fine degli anni Settanta la Repubblica di Cipro visse un periodo di forte sviluppo economico. Favorito dalla contestuale crisi di Beirut, paralizzata dalla guerra civile scoppiata nel 1975, il paese diventò infatti un importante centro commerciale, finanziario e turistico. Lo sviluppo si rinforzò negli anni Ottanta e nel 1990, confortato dai risultati raggiunti, il governo greco-cipriota presentò la sua candidatura per entrare nella Comunità europea (poi Unione Europea).
L’entità turco-cipriota rimase invece afflitta da un cronico sottosviluppo. Agli inizi degli anni Novanta diminuirono altresì gli aiuti della Turchia e un nuovo colpo all’economia dell’entità venne nel 1994 dall’embargo commerciale stabilito dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea. La situazione economica contribuì a far emergere un profondo scontento tra la popolazione turco-cipriota; la debole opposizione non scalfì tuttavia il potere di Denktash, che rimase saldamente alla presidenza.
Nel 1991 le Nazioni Unite presentarono un piano rivolto alla creazione di uno stato federale tra le due entità territoriali, che a sua volta non ebbe alcun seguito. Nel febbraio del 1993 alla guida dello stato greco-cipriota fu eletto presidente Glafkos Clerides, succedendo a Gorge Vassiliou. Nel 1995 Denktash venne confermato alla presidenza per la quinta volta consecutiva.
Nel 1996, in seguito a violenti scontri lungo la “linea verde”, i rapporti tra le due comunità si deteriorarono ulteriormente, giungendo a un punto di acuta crisi nel 1998, quando il governo greco-cipriota annunciò la decisione di installare sull’isola batterie di missili antiaerei. Di fronte alla minaccia di ritorsioni da parte della Turchia, Clerides sottoscrisse un accordo con la Grecia per l’installazione dei missili a Creta, sotto controllo cipriota.
| 6. | Una questione europea |
Con le candidature della Turchia nel 1987 e di Cipro nel 1990, la questione cipriota entrò definitivamente nell’agenda politica dell’Unione Europea. La diplomazia di Bruxelles cercò di usare la carta dell’adesione per rilanciare il dialogo, ottenendo tuttavia scarsi risultati. Nel 1998, dopo il fallimento di ulteriori incontri tra Clerides e Denktash, l’Unione Europea decise di avviare le trattative per l’ingresso della sola Repubblica di Cipro, congelando nel contempo quelle con la Turchia. Tra il 1998 e il 2000 Clerides e Denktash vennero riconfermati alle rispettive presidenze.
Nel 2002, ormai a ridosso dello storico allargamento a 25 membri dell’Unione Europea, Bruxelles rilanciò la proposta delle Nazioni Unite. Nell’intento di spianare il cammino verso l’attesa integrazione europea, anche la Turchia sostenne l’iniziativa diplomatica europea. Le trattative non ebbero un esito positivo, ma nel marzo 2003, con l’apertura della frontiera greco-turca di Nicosia, si compì un primo passo verso l’accettazione di un compromesso.
| 7. | Un futuro incerto |
Nel febbraio 2003, nelle elezioni presidenziali della Repubblica di Cipro, Clerides fu sconfitto dal leader del Partito democratico Tassos Papadopoulos, sostenuto per l’occasione dai partiti socialdemocratico e comunista. Al vertice dello stato greco-cipriota si instaurò così una compagine più incline a una definitiva divisione dell’isola in due stati. Il nuovo governo fu infatti l’artefice della sconfitta del referendum sull’integrazione proposto il 24 aprile 2004 dall’Unione Europea. Il referendum, con il quale si compì l’estremo tentativo di portare insieme le due entità nell’Unione Europea, venne infatti accolto, grazie al personale impegno del primo ministro Mehmet Alì Talat, dal 65% dei turco-ciprioti, ma respinto dal 76% dei votanti della Repubblica di Cipro. Il 1° maggio del 2004 quest’ultima entrò ufficialmente a far parte dell’Unione Europea, la quale tuttavia decise di estendere all’entità turco-cipriota alcuni benefici concessi ai nuovi membri.
Nell’aprile del 2005 Mehmet Alì Talat, già capo del governo, si aggiudicò le elezioni presidenziali della Repubblica turca di Cipro del Nord. Con Mehmet Alì Talat si affermò nell’entità turco-cipriota una linea favorevole alla riunificazione dell’isola. Le elezioni legislative che si svolsero nel maggio 2006 nella Repubblica di Cipro videro la conferma della coalizione guidata dal presidente Tassos Papadopoulos, contrario al piano di riunificazione dell’isola; al primo posto si affermarono tuttavia i comunisti dell’AKEL, più aperti al confronto con la comunità turco-cipriota.
| 8. | Sviluppi recenti |
I negoziati sponsorizzati dalle Nazioni Unite, avviati nel luglio 2006, si interrompono a novembre per il rifiuto della Repubblica di Cipro del Nord di aprire i suoi porti al traffico commerciale greco-cipriota prima del ritiro delle sanzioni economiche cui è sottoposta.
Agli inizi del 2007 le due entità trovano un accordo per rimuovere una parte delle barriere che dividono in due la città di Nicosia.
Il 1° gennaio 2008 la Repubblica di Cipro è ammessa nell’Unione monetaria europea; la lira sterlina viene così sostituita dall’euro. Grazie al sostegno dei centristi del Partito democratico, il 24 febbraio il leader dell’AKEL (il partito comunista) Dimitris Christofias è eletto alla presidenza della Repubblica di Cipro; l’ascesa al governo di Nicosia dei comunisti, favorevoli alla ripresa del dialogo con la comunità turco-cipriota, riapre una prospettiva di riunificazione dell’isola.