| Cipro | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 2. | Territorio |
Di forma irregolare, l’isola è caratterizzata a est da una penisola lunga e stretta, la penisola di Karpaso, protesa verso la costa siriana. Le coste sono per lo più alte e frastagliate, fatta eccezione per alcune vaste baie, come quelle di Famagosta, Larnaca e Mórfou. Parte del territorio interno è costituita da una pianura chiamata Mesoaria (in greco significa “tra le montagne”), che si estende dalle coste occidentali a quelle orientali ed è infatti delimitata a nord e a sud dai rilievi montuosi che occupano la maggior parte dell’isola: a nord dai monti Kyrenia (la cui massima elevazione è di 1.023 m), disposti parallelamente alla costa in senso est-ovest fino alla penisola di Karpaso; a sud dai monti dell’Olimpo, dove si eleva la cima più alta di Cipro, il monte Tróodos (1.953 m).
I fiumi di Cipro sono tutti a carattere torrentizio: le piogge invernali alimentano alcuni corsi d’acqua che bagnano in particolare la pianura di Mesoaria nei mesi primaverili, ritirandosi poi dal loro letto durante il resto dell’anno. Sull’isola vi sono alcuni laghi di acqua dolce e due grandi laghi di acqua salata.
Il clima è tipicamente mediterraneo, con estati calde e secche e una stagione fresca e piovosa tra i mesi di ottobre e marzo. La temperatura media annuale è di 20,6 °C; la media annua delle precipitazioni è di circa 500 mm.
La macchia mediterranea è il tipo di vegetazione prevalente. Sui rilievi montuosi sono però diffusi pini, cipressi e cedri; la vegetazione spontanea comprende inoltre ginepri, platani, querce, olivi e carrubi. Per rimboschire il territorio, sono stati piantati estensivamente alberi di eucalipto. La fauna selvatica è costituita essenzialmente dal muflone e da numerose varietà di pernici tra cui francolini, beccaccini, quaglie e pavoncelle; l’isola ospita periodicamente anche stormi di uccelli migratori.
| 1. | Problemi e tutela dell’ambiente |
I problemi ambientali dell’isola sono connessi con lo sviluppo del turismo. Ogni anno viene consumato più del 60% dell’acqua disponibile e, lungo la costa, l’acqua del mare s’infiltra nelle falde freatiche. I litorali sono sempre più inquinati dalle acque non depurate prodotte dagli insediamenti turistici, che stanno nascendo anche in molte aree di interesse naturalistico. Il governo ha creato per questo delle zone protette, che ospitano importanti specie zoologiche e botaniche, e ha firmato una serie di accordi internazionali per la tutela del patrimonio naturale e del mar Mediterraneo.