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Dieta (alimentazione)
1. Introduzione

Dieta (alimentazione) Insieme dei cibi che compongono il regime alimentare di un individuo. Il termine, nell’accezione comune, ha un significato più ristretto e definisce un particolare regime alimentare finalizzato a ottenere un determinato effetto terapeutico (ad esempio, una dieta ipocalorica è prescritta in caso di obesità, per ottenere un calo di peso; una specifica dieta sportiva viene messa a punto per gli atleti durante il periodo di allenamento, per garantire un sufficiente apporto energetico).

2. Patologie da carenze dietetiche

L’organismo umano, per mantenere uno stato di salute ottimale, necessita di alimenti in grado di fornire gli elementi necessari al ricambio cellulare e alla produzione di energia. Vi è una stretta correlazione tra lo stile di vita, il tipo di alimentazione e l’insorgenza di alcune malattie; per tale motivo, il mantenimento di buone condizioni di salute è legato a una dieta corretta. Le sostanze fondamentali di cui necessita l’organismo sono rappresentate da carboidrati, lipidi e proteine, catabolizzati durante i processi digestivi nei loro elementi costituenti (rispettivamente, monosaccaridi, acidi grassi e amminoacidi), e da vitamine, sali minerali e acqua. Inoltre, una dieta equilibrata prevede l’introduzione di fibre che svolgono un importante compito nella regolazione della funzione intestinale.

Iponutrizione, malnutrizione e disordini alimentari (come anoressia e bulimia) possono portare alla comparsa di anomalie nutrizionali. Nei paesi meno sviluppati del Terzo Mondo sono comuni malattie che derivano dalla carenza di proteine; tipico esempio è il kwashiorkor, caratterizzato dalla formazione di edemi e dal rigonfiamento dell’addome (ascite). Carenze vitaminiche (dette genericamente avitaminosi) possono determinare l’insorgenza di diversi quadri patologici come ad esempio la comparsa di disturbi visivi per la vitamina A, l’insorgenza di rachitismo nel bambino o osteomalacia nell’adulto per la vitamina D, l’insorgenza del beri-beri (malattia del sistema nervoso caratterizzata dalla degenerazione delle guaine mieliniche) per la vitamina B1 e di scorbuto per la vitamina C. Considerazioni generali, valide per il soggetto sano, portano quindi a consigliare una dieta varia capace di fornire un apporto calorico tale da mantenere invariato il peso forma, ricca di carboidrati complessi, verdura e frutta e di ridurre il consumo di grassi saturi e di colesterolo.

3. Diete terapeutiche

Alcune patologie richiedono il rispetto di una particolare dieta, che coadiuva gli effetti della terapia farmacologia. Esempi ne sono il diabete mellito, la cirrosi epatica e l’ insufficienza renale cronica. Nel diabete mellito è importante seguire una dieta bilanciata e costante per apporto calorico evitando l’assunzione di zuccheri come il glucosio e il saccarosio che sono rapidamente assorbiti dall’organismo. Nella cirrosi epatica, dove l’insufficienza funzionale del fegato impedisce la trasformazione dell’ammoniaca in urea, una riduzione dell’apporto di proteine con la dieta permette di limitare l’azione tossica svolta dalla ammoniaca sul sistema nervoso centrale (infatti, l’accumulo eccessivo di ammoniaca determina l’insorgenza della encefalopatia porto-sistemica, sindrome neurologica caratterizzata da uno stato confusionale che può progredire fino al coma). Nell’insufficienza renale cronica il ricorso a una dieta iposodica e ipoproteica può ritardare il ricorso alla dialisi. Particolare attenzione alla dieta va posta inoltre nella obesità, disordine nutrizionale in cui fattori genetici, endocrini, sociali o psicologici determinano un accumulo eccessivo di grasso corporeo. La terapia dietetica dell’obeso è orientata a fornire il minimo apporto calorico necessario a mantenere uno stato di benessere.