Carte da gioco
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Carte da gioco
2. Origini

L’invenzione delle carte si perde nella notte dei tempi; in origine sembra fossero utilizzate a scopo magico e divinatorio; in seguito vennero anche impiegate in giochi di simulazione bellica. Alcuni studiosi avanzano l’ipotesi che le carte siano originarie dell’India e derivino direttamente dal gioco degli scacchi; secondo un’altra teoria, invece, le carte sarebbero originarie della Cina o dell’Egitto. In particolare, sembra che le carte cinesi derivino in parte dalla carta moneta e in parte dal domino.

In India, una delle serie più note è la dasavatara che comprende dieci semi i quali si basano sui dieci avatar, ossia sulle incarnazioni del dio Vishnu: pesce, testuggine, cinghiale, leone, nano, scure, arco e freccia, folgore, conchiglia e cavallo. Le carte indiane sono tonde, di varie dimensioni, solitamente di cartone laccato, cartapesta e, più raramente, avorio. In Giappone le due serie più popolari sono la hanafuda (“gioco dei fiori”) e la utagaruta (“gioco dei cento poeti”).

Le prime testimonianze del gioco delle carte in Europa risalgono ai secoli XIII e XIV; i primi esemplari dei quali si ha notizia erano dipinti a mano. Il costo di un mazzo era talmente alto da consentirne il possesso alla sola aristocrazia, ma il fatto che nel 1397 a Parigi sia stato emesso un decreto che proibiva il gioco durante i giorni lavorativi fa ritenere che già a quel tempo le carte fossero prodotte in grande quantità utilizzando la tecnica della xilografia.