Islam
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Islam
2. Il Dio unico e invisibile

Islam” è parola araba che indica il concetto di sottomissione assoluta all’onnipotenza di Allah, il Dio unico e invisibile: l’Islam si caratterizza infatti come espressione di un monoteismo radicale, fin dalla formula fondamentale – “Non vi è altro Dio all’infuori di Allah, e Maometto è il profeta di Allah” – recitata nel segno dell’appartenenza alla comunità degli adoratori dell’unico Dio.

Il seguace dell’Islam è definito in italiano “musulmano”, termine coniato sulla base del persiano musliman, forma equivalente all’arabo muslimun, plurale di muslim; questa parola, che si ritrova anche nella lingua inglese, è utilizzata per indicare chi si considera sottomesso alla divinità unica e irraggiungibile nella sua dimensione trascendente.

Tale concezione, rigorosamente monoteistica, è considerata dalla stessa tradizione islamica in continuità con il credo dell’ebraismo e del cristianesimo, religioni che costituirebbero le tappe fondamentali della rivelazione divina. Quest’ultima culminerebbe nella predicazione di Maometto, il profeta per eccellenza e l’ultimo dei latori della rivelazione di Allah dopo Abramo (in arabo Ibrahim), Mosè (Musa) e lo stesso Gesù (Isa).

A tal proposito occorre precisare che la tradizione musulmana, riferendosi a Gesù come al più venerabile fra i profeti vissuti prima di Maometto, considera esclusivamente la sua natura umana; Maometto stesso non si attribuì mai una natura sovrumana, presentandosi unicamente come il profeta al quale Allah avrebbe consegnato, per tramite dell’arcangelo Gabriele, la rivelazione divina destinata a essere custodita e venerata per sempre dai fedeli. La rivelazione è contenuta nel Corano, il libro sacro dettato da Dio all’umanità a completamento del messaggio parzialmente trasmesso sia dalle Scritture ebraiche sia dalle Scritture cristiane.

Affiancando a questa concezione teologica un corpus normativo che regola la condotta dei fedeli interamente sottomessi al volere divino, l’Islam ambisce a identificare l’intera società con la comunità dei fedeli di Allah. A differenza del cristianesimo, il mondo musulmano non ha mai conosciuto un’autorità suprema ritenuta depositaria della verità in materia di fede e di etica. In assenza di una figura paragonabile a quella del papa nel cattolicesimo, la tradizione islamica assegna all’intera comunità dei fedeli il compito di custodire i precetti della religione e della retta condotta e accoglie con molte riserve il ruolo di custodi autorevoli dell’ortodossia attribuito in epoca moderna ai dotti dell’Università Al-Azhar del Cairo fra i sunniti, e alla gerarchia dei mullah iraniani fra gli sciiti.