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Psicopatologia

Psicopatologia Studio dell’attività psichica patologica (vedi Disturbi mentali), che ha lo scopo di individuarne le cause e di darne una sistematizzazione.

Descrivere l’anormalità confrontandola con un modello ideale di normalità non costituisce un metodo adeguato per chiarirne il significato. Una definizione di psicopatologia risulta complessa perché la personalità individuale si esprime attraverso determinati tratti, che vengono considerati come la modalità costante e particolare con cui ogni soggetto si comporta, percepisce, si relaziona e riflette sull’ambiente e se stesso. Queste modalità individuali si manifestano generalmente in una vasta gamma di situazioni sociali e personali.

Quando questi aspetti della personalità risultano irrigiditi, non adattivi e provocano un notevole deterioramento del funzionamento sociale e lavorativo, con uno stato di sofferenza nel soggetto, si può affermare di trovarsi in presenza di una psicopatologia.

Nell’ambito della teoria psicoanalitica i comportamenti patologici sono considerati come l’espressione di conflitti irrisolti tra l’Es, l’Io e il Super-Io. L’individuo dovrebbe trovare un accordo tra i desideri istintivi e irrazionali dell’Es, le esigenze razionali e realistiche dell’Io e le imposizioni morali del Super-Io, poiché i conflitti tra queste diverse finalità possono causare sentimenti spiacevoli e ansia. I meccanismi di difesa possono attenuare l’ansia inibendo l’accesso alla coscienza di conflitti troppo angosciosi, ma non risolvono i conflitti, limitandosi a nasconderli. In secondo luogo il modello psicoanalitico considera necessario, per la costituzione di una personalità sana, uno sviluppo appropriato degli stadi psicosessuali. Un ambiente non adeguato durante uno qualsiasi di questi stadi può dare origine a disturbi di personalità. Quindi, secondo tale indirizzo teorico, il comportamento patologico può derivare dall’incapacità dei meccanismi di difesa nel contenere i conflitti e l’ansia, dall’esagerato uso di questi stessi meccanismi, o dalla regressione a una delle fasi dello sviluppo psicosessuale.

Secondo la teoria dell’apprendimento i comportamenti patologici sono appresi secondo lo schema dello stimolo, della risposta e del rinforzo.

Secondo l’approccio umanistico-esistenziale, quando l’individuo non riesce a realizzare le proprie potenzialità può manifestare sintomi psicopatologici.

La teoria cognitiva attribuisce l’origine delle patologie psichiche al modo in cui il soggetto comprende e interpreta il mondo. Chi valuta in modo distorto le proprie esperienze può mettere in atto un comportamento patologico.

Infine, i sintomi patologici possono essere ricondotti a disturbi fisici, ad esempio anomalie o predisposizioni genetiche, oppure a stress emotivi dovuti all’azione dell’ambiente.

Vedi anche Psicologia.