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Astronomia nei raggi X Branca dell’astronomia che ha per oggetto lo studio dei corpi celesti e dello spazio interstellare attraverso la rivelazione e l’analisi della radiazione X. Questa rappresenta una porzione ad alta frequenza dello spettro elettromagnetico, che viene prodotta nell’ambito di fenomeni altamente energetici. La rivelazione di raggi X provenienti dal cosmo consente dunque di individuare fenomeni quali la caduta di materia su un buco nero e corpi celesti quali stelle di neutroni, nuclei galattici attivi, quasar. Radiazione X viene prodotta anche dal nostro Sole, in particolare durante i periodi di più intensa attività magnetica, e dalle stelle; esiste inoltre un fondo di radiazione X che permea interamente lo spazio interstellare.
Come la radiazione gamma, anche i raggi X provenienti dallo spazio sono perlopiù schermati dall’atmosfera terrestre; per poter rivelare la radiazione X cosmica, quindi, è necessario condurre ricerche attraverso strumenti orbitanti. Fu soltanto negli anni Sessanta del XX secolo che lo sviluppo tecnologico e gli studi di Riccardo Giacconi, Bruno Rossi e Giuseppe Occhialini consentirono la nascita dell’astronomia a raggi X. I tre scienziati italiani, in particolare, proposero un sistema per mettere a fuoco i raggi X e quindi per costruire efficaci telescopi, sensibili a questa porzione dello spettro elettromagnetico.
Oggi la ricerca nel campo dell’astronomia X è affidata soprattutto a osservatori orbitanti quali Chandra, della NASA, Beppo-SAX, dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e a XMM-Newton dell’ESA. In particolare, la missione Beppo-SAX, inaugurata nel 1996, ha finora raccolto un gran numero di dati su sorgenti galattiche e nuclei galattici attivi, ammassi di galassie, residui di supernove e Gamma Ray Burst.