| Astronomia nell’ultravioletto | Articolo | ||||
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| 1. | Introduzione |
Astronomia nell’ultravioletto Rilevazione e studio della radiazione ultravioletta (UV) emessa dagli oggetti celesti. Le ricerche dell’astronomia nell’ultravioletto, che coprono praticamente tutti i campi dell’astrofisica, hanno consentito di ampliare in modo considerevole le nostre conoscenze riguardo alle proprietà della materia interstellare e intergalattica, agli strati esterni delle stelle, ai processi evolutivi che avvengono nelle stelle doppie, nonché di comprendere i processi fisici che si manifestano nei quasar e nelle altre galassie attive.
Ad esempio, dall’analisi degli spettri ottenuti nel 1978 con il satellite IUE (International Ultraviolet Explorer), gli astronomi hanno dedotto che la Via Lattea è avvolta in un alone di gas caldo. Inoltre, lo studio dello spettro ultravioletto della supernova apparsa nella Grande Nube di Magellano nel 1987 ha permesso di identificare per la prima volta la stella progenitrice di una supernova.
L’atmosfera impedisce alla maggior parte della radiazione ultravioletta proveniente dallo spazio di raggiungere la superficie terrestre; solo le componenti di lunghezza d’onda compresa tra 410 nm e 300 nm (1 nm, o nanometro, è un milionesimo di millimetro), appartenenti alla cosiddetta regione del vicino ultravioletto, riescono ad attraversare lo spesso strato di gas che costituisce l’atmosfera terrestre. Di conseguenza, la radiazione UV con lunghezza d’onda compresa tra 300 nm e 10 nm può essere rilevata solo per mezzo di strumenti situati ad alta quota, come telescopi orbitanti e satelliti.