| Trova nell'articolo | Parlamento europeo | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Parlamento europeo Organo dell’Unione Europea, eletto a suffragio universale ogni cinque anni, secondo un sistema elettorale proporzionale, dai cittadini degli stati membri. Istituito nel 1957 dai trattati di Roma come “Assemblea parlamentare” e inizialmente designato dai parlamenti nazionali degli stati membri della Comunità economica europea (CEE), fu eletto per la prima volta a suffragio universale nel 1979. L’attuale denominazione, scelta dall’organo stesso nel 1962, fu formalizzata nel 1986 con l’Atto unico europeo.
| 2. | Sedi |
Il Parlamento europeo ha sede a Strasburgo, dove si svolgono le sedute plenarie (una settimana al mese). Le commissioni si riuniscono a Bruxelles, dove si svolgono anche le sedute plenarie supplementari di due giorni. Il Segretariato generale ha sede a Lussemburgo.
| 3. | Composizione |
La prima “Assemblea parlamentare” constava di 142 seggi. Dopo i successivi allargamenti che hanno portato gli stati membri dell’Unione Europea a 27, i seggi sono oggi 785, ripartiti proporzionalmente in base alla popolazione dei paesi membri: la Germania, con 99 seggi, ha il maggior numero di rappresentanti; la Francia, la Gran Bretagna e l’Italia ne hanno 78; la Spagna e la Polonia 54; la Romania 35; i Paesi Bassi 27; il Belgio, la Grecia, il Portogallo, la Repubblica Ceca e l’Ungheria 24; la Svezia 19; l’Austria e la Bulgaria 18; la Danimarca, la Finlandia e la Slovacchia 14; l’Irlanda e la Lituania 13; la Lettonia 9; la Slovenia 7; il Lussemburgo, l’Estonia e Cipro 6; Malta 5.
Il divario numerico tra grandi e piccole nazioni è mitigato dalla forma che assume nel Parlamento europeo la rappresentanza, che non è organizzata in base alla nazionalità, bensì all’appartenenza a otto gruppi parlamentari di diversa ispirazione: Popolari europei (Democratici-cristiani) e Democratici europei; Socialisti europei; Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa; Verde/Alleanza libera europea; Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica; Indipendenza/Democrazia; Unione per l’Europa della nazioni; “non iscritti”.
| 4. | Commissioni parlamentari |
Le commissioni hanno il compito di preparare i lavori delle sedute plenarie. Sono complessivamente 17: bilanci; controllo dei bilanci; problemi economici e monetari; occupazione e affari sociali; ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare; industria, ricerca ed energia; mercato interno e protezione dei consumatori; trasporti e turismo; sviluppo regionale; agricoltura; pesca; cultura e istruzione; giuridica; libertà pubbliche, giustizia e affari interni; affari costituzionali; diritti della donna e uguaglianza dei sessi; petizioni. A queste se ne possono aggiungere altre “temporanee” o “d’inchiesta”. Vi sono poi commissioni “miste”, cui è affidato il compito di intrattenere le relazioni con i parlamenti dei paesi candidati all’adesione all’Unione Europea e di altri paesi terzi.
| 5. | Ruoli e poteri |
Il Parlamento esercita tre poteri fondamentali: legislativo, di bilancio e di controllo. Esso svolge un ruolo politico crescente in seno all’Unione europea grazie alla procedura della “codecisione”, istituita dal trattato di Maastricht, che lo pone su un piede di parità con il Consiglio dei ministri ai fini dell’approvazione delle leggi comunitarie. Lo stesso trattato di Maastricht ha affidato al Parlamento il potere di iniziativa, volta a orientare le scelte politiche della Commissione europea.
Con la Commissione condivide il potere sul bilancio, il quale entra in vigore soltanto dopo l’approvazione del Parlamento e la firma del suo presidente.
Il Parlamento esercita il potere di controllo sull’attività della Commissione europea, del Consiglio dei ministri e degli organi preposti alla politica estera e di sicurezza.
Il Parlamento ha anche un’importante funzione nel processo di designazione della Commissione europea, che può essere anche indotta alle dimissioni attraverso la “mozione di censura”.
Di grande rilevanza è infine il ruolo politico del Parlamento europeo, che esercita la propria influenza in materia di accordi interni (ad esempio quelli riguardanti la Carta dei diritti fondamentali e la Costituzione) e internazionali, di adesione all’UE, di politica estera e di sicurezza, di affari interni e giustizia, di unione monetaria.