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Arcadia (letteratura) Topos letterario che prende il nome da un’antica regione storica della Grecia situata nel Peloponneso centrale; nella mitologia greca l’Arcadia, arida e montuosa, era la terra d’origine e il centro del culto del dio Pan, protettore dei pastori e delle greggi.
Celebre per i semplici costumi dei suoi abitanti, perlopiù dediti alla pastorizia, già nell’antichità l’Arcadia costituì nell’immaginario letterario l’ambientazione per idealizzanti rievocazioni della vita pastorale e delle divinità bucoliche. Tra i primi a tracciare le coordinate di quest’Arcadia immaginaria fu Virgilio che, nelle Bucoliche, cantò la vita integra e pura dei suoi abitanti in perfetta armonia con la natura.
Nel tempo questa idealizzazione poetica ebbe tanto successo da divenire un vero topos letterario – si pensi alle opere del Rinascimento italiano, da Giovanni Pontano a Jacopo Sannazaro, autore quest’ultimo del primo romanzo pastorale, intitolato appunto Arcadia – proiezione di un desiderio di aristocratico isolamento in un passato classico scevro sia dai conflitti della vita contemporanea sia dalle restrizioni morali dell’Eden biblico.
Il tema fu coltivato anche al di fuori della letteratura: basti pensare ai dipinti secenteschi dei pittori Nicolas Poussin e Claude Lorrain, entrambi attivi in Italia, nei quali fece sovente da sfondo a temi mutuati dalla lettura di Virgilio e dalla sua evocazione dell’Età dell'oro.