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Likud

Likud Partito politico israeliano. Fondato nel 1973, fu in origine un’alleanza tra vari raggruppamenti nazionalisti tra cui spiccavano il partito Herut (“Libertà”), erede dell’Irgun, e il Partito liberale. Sotto la guida di Menahem Begin il Likud attrasse altre fazioni di estrema destra, tra cui Shlom Zion (“Pace di Sion”) di Ariel Sharon, diventando un movimento unico nel 1977; in quell’anno, aggiudicandosi le elezioni legislative, riuscì a interrompere la trentennale supremazia dei laburisti e a conquistare il governo di Israele.

Il Likud sostenne una politica intransigente, sia all’interno del paese contro il ruolo economico e sociale dell’Histadrut, l’importante e potente centrale sindacale, sia verso i paesi arabi vicini e in particolare verso l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP).

Indebolito dalla polemica fuoriuscita di alcune frazioni più tradizionaliste seguita alla firma degli accordi di Camp David (1979), il Likud riuscì a conservare il governo del paese con Yitzhak Shamir, dando vita a fragili coalizioni interrotte nel 1992 dalla vittoria del leader laburista Yitzhak Rabin.

Passato all’opposizione, fu ostile agli accordi di Oslo stipulati con i rappresentanti dell’OLP da Rabin, contro il quale lanciò un’aspra polemica destinata a durare anche dopo l’assassinio del premier. Riconosciuto come il “partito della fermezza”, si affermò nelle elezioni del 1996 e tornò al potere con Benjamin Netanyahu, che nel 1999 perse però la maggioranza e fu battuto nelle successive elezioni dal laburista Ehud Barak. Tornato all’opposizione, il Likud si batté contro la ripresa del dialogo israelo-palestinese; dopo l’esplosione della “seconda intifada” e le dimissioni di Barak, sotto la guida di Sharon si aggiudicò la vittoria nelle elezioni anticipate del febbraio 2001, riconquistando il governo del paese.

A partire dal 2003 il partito è andata via via dividendosi, soprattutto sulla questione delle colonie, e una sua parte si è fermamente opposta all’evacuazione della Striscia di Gaza voluta da Ariel Sharon; questi, nell’autunno del 2005, è uscito dal Likud dando vita a una nuova formazione politica, il Kadima (Avanti). Tornato sotto la guida di Netanyahu, uno degli esponenti più intransigenti della destra israeliana, il Likud ha subito una sonora sconfitta nelle elezioni del marzo 2006, ottenendo circa il 9% dei suffragi e solo 11 dei 120 seggi della Knesset.