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Settembre Nero

Settembre Nero Nella storia contemporanea mediorientale, locuzione con cui si indicano sia lo scontro giordano-palestinese che portò alla cacciata dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina dalla Giordania (1970), sia la struttura nata in seno alla resistenza palestinese, che si rese protagonista di una violenta stagione terroristica che durò fino al 1974.

Alle origini della vicenda vi fu la sconfitta dei paesi arabi nella guerra dei Sei giorni (1967) e l’occupazione israeliana della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, in seguito alla quale una nuova ondata di profughi fu costretta a lasciare la Palestina. La Giordania divenne così la base principale degli attacchi della resistenza palestinese contro Israele e nel contempo il principale obbiettivo della rappresaglia dell’esercito israeliano. Dopo la battaglia di Karamah (1968), vinta dai fedayn di Al-Fatah contro le forze israeliane, la forza e il prestigio della resistenza palestinese giunsero a minacciare la stessa stabilità della monarchia hashimita.

Nel settembre del 1970, le tensioni tra i palestinesi e la monarchia giordana, risoluta a ripristinare la propria autorità sul paese, esplosero violentemente. In seguito al dirottamento di tre aerei di linea su una pista a nord di Amman attuato il 6 settembre da una frangia dell’OLP, il 17 dello stesso mese Hussein I lanciò una vasta operazione militare contro i fedayn, che causò migliaia di morti tra i profughi palestinesi e l’isolamento della Giordania in seno ai paesi arabi. Hussein riuscì tuttavia nel suo intento, costringendo l’OLP a lasciare la Giordania e a rifugiarsi in Libano (giugno 1971).

Nei mesi successivi all’interno dell’OLP comparve una frangia radicale che con il nome di “Settembre nero” diede vita a un’intensa stagione terroristica. Alla fine del 1971 caddero sotto i colpi di Settembre Nero il primo ministro giordano Wasfi al-Tal, considerato il principale responsabile della repressione antipalestinese, e l’ambasciatore giordano a Londra. Nel settembre 1972, durante le Olimpiadi di Monaco, un commando di Settembre Nero prese in ostaggio alcuni atleti della rappresentanza sportiva israeliana, chiedendo la liberazione di prigionieri politici palestinesi; l’operazione, la più spettacolare e tragicamente celebre dell’organizzazione terroristica, si concluse con la morte di 11 atleti israeliani e diversi membri del commando e fu seguita da violenti raid aerei israeliani sui campi profughi palestinesi.

Nei due anni successivi Settembre Nero mise a segno altre azioni terroristiche, tra cui diversi dirottamenti aerei, e culminò, nel marzo 1973, con l’attacco all’ambasciata saudita di Khartoum, in cui persero la vita tre diplomatici occidentali. Israele, da parte sua, lanciò una vasta offensiva contro la leadership dell’OLP, assassinando vari suoi dirigenti. Nel 1974, nel nuovo quadro politico creatosi con il riconoscimento internazionale dell’OLP, Settembre Nero fu smantellata.

La stessa sigla fu in seguito usata da altre formazioni della guerriglia palestinese contrapposte all’OLP e in particolare da quella di Abu Nidal, uno dei più intransigenti e controversi esponenti della galassia armata palestinese.