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Cardano, Gerolamo

Cardano, Gerolamo (Pavia 1501 - Roma 1576), medico, matematico e filosofo italiano. Studiò medicina a Padova; in seguito insegnò matematica e astronomia a Milano, esercitando contemporaneamente la professione medica; dopo un soggiorno in Scozia, dal 1547 insegnò medicina a Pavia e dal 1562 a Bologna. Nel 1570 fu arrestato dall'Inquisizione con l'accusa di eresia, si dice per aver compilato l'oroscopo di Cristo; venne tuttavia scagionato e si trasferì a Roma, dove papa Pio V gli assegnò un vitalizio che gli consentì di dedicarsi ai suoi studi. Cardano scrisse oltre duecento trattati concernenti gli argomenti più disparati; tra le opere scientifiche più note spiccano il trattato di algebra, scritto nel 1545 e intitolato Ars Magna, che contiene le formule risolutive delle equazioni di terzo e di quarto grado (Cardano apprese la formula di risoluzione delle equazioni di terzo grado da Tartaglia, quella delle equazioni di quarto grado dal suo allievo Ludovico Ferrari) e il Liber de ludo aleae, che contiene alcuni dei primi studi sulla probabilità.

In campo filosofico, il De subtilitate (1547) e il De rerum varietate (1557) di Cardano sono esempi della speculazione naturalistica tipicamente rinascimentale, ispirata dal neoplatonismo e incentrata sulla scoperta di una sapienza arcana, una sorta di 'magia naturale' che permette di svelare i principi dell'universo e le analogie che legano le sostanze in vincoli di mutua affinità.

Figura poliedrica e contraddittoria di medico e praticante di astrologia e occultismo, di filosofo e di mago, Cardano fu anche un fine letterato, come dimostra la sua pregevole autobiografia (De vita propria, 1575).