| Trova nell'articolo | Guston, Philip | Articolo |
Guston, Philip Pseudonimo di Philip Goldstein (Montréal 1913 - Woodstock, New York 1980), pittore statunitense. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia di emigrati ebrei russi dal Canada a Los Angeles; nel 1927 si iscrisse alla Manual Arts High School, da cui venne espulso nel 1928 insieme a Jackson Pollock. Nel 1935 si trasferì a New York; due anni dopo sposò la poetessa Musa McKim e assunse lo pseudonimo con il quale è noto. Durante la seconda guerra mondiale insegnò all'University of Iowa. Nei suoi primi lavori Guston dipingeva forme umane in uno stile influenzato dalle tendenze geometriche del modernismo europeo, e propose immagini che evocavano i temi patriottici dei murales messicani. Verso la fine degli anni Quaranta si rivolse sempre più verso l'arte astratta e nel giro di un decennio ne divenne, con Pollock, una figura preminente.
Alla fine degli anni Sessanta Guston abbandonò l'astrattismo per elaborare uno stile ispirato al fumetto: soggetti ricorrenti erano teste umane, orologi, lampadine e figure incappucciate. Espose questi dipinti per la prima volta nel 1970, nel corso di una grande mostra allestita a New York, raccogliendo critiche molto negative. Si ritirò allora dalla scena artistica newyorkese e si trasferì a Woodstock, dove collaborò con diversi poeti a una serie di progetti che chiamò Poem Pictures.
Per tutti gli anni Settanta Guston produsse opere in cui campeggiano figure solitarie, personaggi incappucciati, bulbi oculari o piedi seminascosti in apocalittiche discariche cosparse di orologi, mattoni, macerie; Painting, Smoking, Eating, un autoritratto dell'artista, mostra la figura di Guston circondata da scarpe nello studio illuminato da una spoglia lampadina.