| Trova nell'articolo | Delbrück, Max Ludwig | Articolo |
Delbrück, Max Ludwig (Berlino 1906 - San Francisco 1981), biologo tedesco naturalizzato statunitense. Studiò presso diverse università tedesche prima di laurearsi all'Università di Göttingen, conseguendo, nel 1930, un Ph.D. in fisica. Proseguì i suoi studi presso le Università di Bristol, di Copenaghen e di Zurigo. Dal 1932 al 1937 fu ricercatore a Berlino, presso l'Istituto di Chimica Kaiser Wilhelm. Durante questi anni i suoi interessi si spostarono sulla ricerca biologica. Nel 1937 ricevette una borsa per studiare genetica al California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena. Fu in quel periodo che Delbrück si interessò ai batteriofagi. Nel 1940 ricevette un incarico presso la Vanderbilt University di Nashville (Tennessee) e cominciò la sua collaborazione con Salvatore E. Luria ed Alfred D. Hershey. Nel 1947, Delbrück tornò al Caltech come professore di biologia. Nel 1977 entrò nel consiglio di amministrazione dell'Istituto.
Negli anni Trenta si sapeva che i geni sono i responsabili della trasmissione dei caratteri da una generazione alla successiva (vedi Ereditarietà). Tuttavia, la struttura fisica dei geni e i meccanismi con i quali essi regolano tali processi ereditari non erano ancora stati compresi. Delbrück riteneva che i geni fossero molecole la cui struttura chimica potesse essere analizzata con precisione.
Alla fine degli anni Trenta, egli cominciò a studiare i batteriofagi perché pensava che la modalità di replicazione di questi virus (cioè il modo con cui essi duplicano il proprio acido nucleico) avesse delle analogie con quella dei geni. Nel 1943 lo studioso, insieme con Luria, determinò che le mutazioni genetiche spontanee sono responsabili della capacità di alcuni batteri di resistere all'azione distruttiva di particolari batteriofagi. L'anno dopo, Delbrück ed Hershey scoprirono, indipendentemente, che i batteriofagi possono scambiarsi materiale genetico per produrre nuovi virus con capacità infettive diverse da quelle di entrambi i genitori, tra i quali possono comparire forme capaci di infettare i batteri che sono a loro volta mutati. Questo fu il primo esempio di ricombinazione del DNA nei virus.
Nel 1952 Hershey e la genetista Martha Chase dimostrarono, al Cold Spring Harbor Laboratory, che i geni sono costituiti da acido desossiribonucleico (DNA), e solo un anno dopo il genetista statunitense James D. Watson e il biofisico britannico Francis H. Crick rivelarono la struttura a doppia elica del DNA e ipotizzarono il meccanismo con cui l'informazione veniva realmente trasmessa. Nel 1969 Delbrück ottenne il premio Nobel per la medicina o la fisiologia, quale riconoscimento delle sue scoperte sui meccanismi di replicazione e la struttura genetica dei virus; Delbrück condivise il premio con i colleghi Luria e Hershey.