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Il Rinascimento e l’età moderna |
La Poetica di Aristotele ebbe diffusione in traduzione latina dal 1536 e divenne l''autorità' per tutti i trattatisti italiani del secolo, che irrigidirono le indicazioni aristoteliche in un sistema di regole vincolanti per la tragedia (all'unità d'azione, Giulio Cesare Scaligero aggiunse quelle di tempo e Lodovico Castelvetro quella di luogo: vedi Unità aristoteliche) e per i generi letterari (alla bipartizione originaria di drammatica e narrativa si sostituì la tripartizione di epica, drammatica e lirica; e venne canonizzata una serie di generi nuovi quali il poema cavalleresco, il melodramma e il dramma pastorale). Nonostante i dissensi di Giordano Bruno, di Gian Vincenzo Gravina e di Giuseppe Baretti, questa sistemazione durò pressoché invariata fino al romanticismo, quando vennero rifiutati il sistema normativo classicistico e le 'unità' pseudoaristoteliche (un esempio è Alessandro Manzoni).
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