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Il Novecento |
Nell'estetica crociana il genere è uno 'pseudoconcetto' ed è accolto solo per l'utilità classificatoria. I postcrociani hanno invece rivalutato il genere in una prospettiva storicistica per comprendere la funzione da esso svolta nei secoli, anche all'interno della poetica degli scrittori. Solo con le metodologie critiche più recenti i generi letterari, pur da prospettive tra loro diverse, sono stati oggetto di nuova considerazione. La critica sociologica (vedi Critica letteraria) vede nei generi letterari un momento di mediazione indispensabile tra autore e ambiente sociale, tra testo e destinatario. Le metodologie strutturalistiche e semiologiche studiano i generi per stabilire le connessioni tra l'opera e il sistema letterario in cui essa si iscrive e per individuarne le costanti, le funzioni e anche gli scarti espressivi (lo stesso ha fatto, sul piano dello stile invece che delle strutture, anche la critica stilistica). D'altra parte il linguaggio artistico viene considerato una forma di comunicazione comprensibile solo all'interno del sistema dei codici che si sono costituiti.
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Sviluppi recenti |
La prospettiva più recente è quella che considera il testo comprensibile, al di là del giudizio di valore, all'interno di un sistema di relazioni significative ed esplicative. In questo sistema riacquistano peso i vecchi generi letterari, tra i quali è tuttavia difficile fissare rigidamente i limiti. All'interno di ogni genere nascono vari sottogeneri, alcuni dei quali hanno vita breve, legata a un momento storico preciso. Esistono poi intersezioni tra i generi, come il romanzo lirico, il poema narrativo, la poesia di impianto teatrale ecc. Inoltre, la classificazione aristotelica e postaristotelica non considera il saggio, dedicato allo sviluppo e all'argomentazione delle idee: c'è chi considera questo genere un punto di contatto diretto tra autore e lettore, e chi invece sostiene che il saggio vada analizzato come un racconto (storico, medico, psicologico ecc.) nel quale l'autore diventa un 'io' osservatore o onnisciente, impegnato nella dimostrazione di un'ipotesi.
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