| Arte maya | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 2. | Architettura |
L'architettura maya destò grande interesse in occidente fin dal XVI secolo: le piramidi, i templi e i palazzi erano stati abbandonati da tempo, ma la loro ubicazione in luoghi difficilmente accessibili e la mancanza di informazioni funsero da stimolo importante per i primi studiosi. I costruttori maya disponevano di materiali quali blocchi squadrati di pietra calcarea per le parti di rivestimento, e terra, pietrisco e lastre di pietra per il riempimento dei nuclei e del basamento. Gli architravi delle porte, i rinforzi delle volte, nonché le impalcature, le scale e i rulli che servivano per l'esecuzione dei lavori erano di legno di mogano o di zapote. La conquista tecnica più caratteristica fu la falsa volta, consistente in due muri uniti nella parte superiore grazie all'avvicinamento progressivo delle file di pietra. Lo stucco che veniva utilizzato per intonacare pavimenti, pareti e sculture si otteneva mescolando la calce con l'acqua in una soluzione di gomma vegetale.
Gli edifici si caratterizzavano per il considerevole spessore delle pareti portanti e la relativa esiguità dei vani, scelta architettonica obbligata, dovuta all'ingente peso delle volte e delle creste, ovvero i muri di pietra innalzati sopra le volte. Gli stili più importanti sono quello di Petén (Tikal, Uaxactún), caratterizzato da imponenti masse frontali, alte facciate di pietra lavorata e massicci santuari, di pianta irregolare, con una sola porta; quello della valle di Motagua (Copán, Quiriguá), che si distingue per l'uso di blocchi di trachite, per il gran numero di sculture e la ricca decorazione dei fregi; quello della regione di Usumacinta (Yaxchilán, Piedras Negras) al quale appartiene una cittadella resa singolare dalle decorazioni in stucco degli edifici, dagli ampi portici e dalle figure delle facciate; quello della zona Puuc (Uxmal, Kabah, Sayil), che presenta colonne, semplici zoccoli, pareti lisce e grandi fregi decorati da mosaici di pietra; quello della regione Chenes (Hochob, Dzibilnocac), dove l'intera superficie delle facciate è ornata di mascheroni in stucchi; e, infine, quello di Río Bec, che risente dell'influenza degli stili di Chenes e di Puuc.