Installazione
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2. Origini e precursori

Alla fine degli anni Dieci alcuni artisti vollero rivoluzionare le tradizionali nozioni di pittura e di scultura, operando commistioni di generi ed elaborando interessanti innovazioni stilistiche e tecniche. I costruttivisti russi, come gli esponenti del Bauhaus in Germania e gli artisti di De Stijl nei Paesi Bassi, coltivarono l’idea di integrare nell’architettura la pittura, la scultura e le arti decorative.

Muovendo da presupposti e intenti teorici ancora più anarchici, Marcel Duchamp e Kurt Schwitters realizzarono opere principalmente destinate a occupare uno spazio e a trasformarlo. Le creazioni di Duchamp costituiscono importanti precedenti delle installazioni della seconda metà del Novecento: si considerino ad esempio i suoi 1200 sacchi di carbone (1938, “Esposizione internazionale del surrealismo”, Galerie des beaux-arts, Parigi), ammucchiati fino a raggiungere il soffitto e a questo fissati tramite chiodi, o Sixteen Miles of String (esposta per la prima volta nel 1942 alla mostra “First Papers of Surrealism”, New York), ragnatela di corde tese tra le pareti di una stanza. Analoghi principi espressivi sottostanno alla celebre opera di Schwitters intitolata Merzbau (iniziata nel 1923), imponente cumulo di oggetti di scarto e rottami di ogni genere, che occupava quasi interamente la sua casa.