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Poliestere
1. Introduzione

Poliestere Sostanza costituita da macromolecole ottenute per condensazione di un acido carbossilico multibasico (o un suo derivato) con un alcol plurivalente, contenente numerosi gruppi caratteristici degli esteri. I poliesteri sono utilizzati per la fabbricazione di diversi oggetti o lavorati in forma di fibre, impiegati nell’industria tessile.

2. Cenni storici

Il primo poliestere fu sviluppato dal chimico statunitense Wallace H. Carothers, che negli anni Venti e Trenta guidò gli sforzi dell’azienda DuPont mirati allo sviluppo di fibre sintetiche. La sua ricerca produsse il neoprene, una gomma sintetica, e il nylon. Carothers fece vari esperimenti, ma non riuscì a mettere a punto una varietà di poliestere abbastanza resistente e con un punto di fusione elevato.

Dopo la seconda guerra mondiale gli scienziati britannici Jon Whinfield e J.T. Dickson perfezionarono gli esperimenti di Carothers, ottenendo un poliestere più resistente, il Terilene®, da cui ricavarono fibre utilizzabili. Il metodo richiedeva di far filtrare il poliestere riscaldato attraverso i piccoli fori di una piastra metallica; le fibre così ottenute, parzialmente raffreddate, venivano poi fatte scorrere fra due rulli, ruotanti a velocità diverse, che determinavano la resistenza alla tensione del prodotto: quanto maggiore era la differenza delle velocità di scorrimento dei rulli, tanto più grande era la resistenza del poliestere.

3. Classificazione

I poliesteri si distinguono in quattro gruppi, a seconda delle loro caratteristiche: poliesteri termoplastici, composti da molecole lineari formate da acidi bicarbossilici e alcol bivalenti: sono quelli più importanti dal punto di vista industriale; poliesteri a basso peso molecolare, formati in seguito a reazioni fra acidi bicarbossilici e alcol bi- o tri-valenti; resine alchidiche, costituite da acidi polibasici, aromatici e grassi con alcol polivalenti: servono come leganti nelle lacche; poliesteri insaturi, costituiti da acidi carbossilici polibasici insaturi e alcol polivalenti: prodotti di partenza per i polimeri indurenti, utilizzati nella costruzione di scafi navali e carrozzerie.

4. Usi e proprietà

Il poliestere è famoso soprattutto come componente di tessuti: la fibra più utilizzata per questo impiego è realizzata con acido tereftalico e alcol diidrico e appartiene alla prima famiglia. Negli anni Settanta gli abiti confezionati con tessuti poliestere conobbero una grande diffusione, successivamente andata scemando: ciò si spiega con la minore consistenza e gradevolezza al tatto della fibra sintetica rispetto a quelle naturale, come cotone e lana. Cionondimeno, il poliestere è ancora usato nella fabbricazione di diversi tessuti per abbigliamento, seppure in percentuale minore e frammisto alle fibre naturali. Attualmente, i prodotti tessili contenenti poliestere sono commercializzati con il nome Dracon, Fibre V, Fortrel e Kodel.

Pur avendo caratteristiche differenti, le varie fibre di poliestere hanno proprietà simili: assorbono poco l’umidità e possono essere lavate con acqua o a secco, fondono a circa 260 °C e l’esposizione prolungata alla luce del sole riduce la loro resistenza.

La fibra di poliestere costituita di polietilene tereftalato (PETP) viene usata per la produzione di un’ampia gamma di prodotti, fra i quali funi, plastica termoretrattile per imballaggi e vestiario. Questo materiale è un poliestere termoplastico, ossia una sostanza parzialmente cristallina, dura, rigida e resistente alla muffa e a numerosi agenti chimici. È comunemente usato per fare bottiglie destinate a contenere bibite.

Con l’aggiunta di fibre o microsfere di vetro, di sostanze antifiamma e di coloranti, le caratteristiche delle fibre poliestere posso essere ampiamente variate per migliorarne l’impiego.