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Abolizione dei diritti feudali Decreto emanato durante la Rivoluzione francese, che segnò la fine dei privilegi concessi, durante l'Ancien Régime, alla nobiltà e al clero. L'abolizione dei privilegi fu decisa nella notte del 4 agosto 1789. Il visconte di Noailles e il duca d'Aiguillon proposero di instaurare il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alle imposte e di eliminare i privilegi dell'ordinamento feudale (vedi Feudalesimo). I rappresentanti delle classi privilegiate votarono, in un clima di entusiasmo generale, a favore del decreto. In tal modo la borghesia, per far fronte allo strapotere aristocratico, si schierava con le popolazioni rurali, mirando nello stesso tempo a prevenire ulteriori atti di violenza nelle campagne. Qui, infatti, dalla metà del mese di luglio si era diffuso il fenomeno della 'Grande paura': il timore di una nuova carestia e delle possibili vendette della nobiltà terriera fece insorgere i contadini che, costituitisi in bande armate, marciarono contro i castelli con l'intento di abolire i privilegi feudali.
Approvati ufficialmente l'11 agosto, i decreti confermarono l'abolizione totale del regime feudale da parte dell'Assemblea nazionale. All'entusiasmo dei deputati parigini si oppose il rancore crescente dei piccoli contadini, che dovettero attendere sino al 17 luglio 1793 perché i diritti feudali fossero definitivamente e totalmente aboliti in base a una votazione della Convenzione nazionale.