Trova nell'articolo Doherty, Peter

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Doherty, Peter

Doherty, Peter (Canberra 1940), immunologo australiano. Conseguì nel 1966 la laurea in medicina veterinaria presso l'Università del Queensland e nel 1970 il dottorato presso l'Università di Edimburgo. Chirurgo veterinario per formazione, in seguito Doherty spostò la propria attenzione sull'immunologia, e divenne ricercatore alla John Curtin School of Medical Research, che è una divisione dell'Australian National University di Canberra.

Al principio degli anni Settanta, quando Doherty e l'immunologo svizzero Rolf M. Zinkernagel si trovavano entrambi alla John Curtin School, il mondo scientifico era già a conoscenza del ruolo giocato da un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti T, nel rigetto degli organi trapiantati (vedi Trapianto). Già si sapeva che le cellule T uccidono i tessuti trapiantati o estranei dopo aver riconosciuto alcune molecole note come antigeni maggiori di istocompatibilità (vedi Sistema immunitario); l'esatto meccanismo del fenomeno, però, non era stato ancora compreso. Doherty e Zinkernagel finalizzarono la loro ricerca alla comprensione delle modalità con cui gli antigeni maggiori di istocompatibilità innescano una risposta immunitaria. Durante la loro ricerca, Doherty e Zinkernagel infettarono un ceppo di topi con un virus responsabile della meningite. I topi infettati svilupparono cellule T che attaccavano e uccidevano esclusivamente le cellule provenienti da topi del loro stesso ceppo, anch'essi infettati con quel virus. Quando le stesse cellule T venivano messe a contatto con cellule infettate dal medesimo virus, ma provenienti da altri ceppi di topi, erano incapaci di riconoscerle e di ucciderle. Doherty e Zinkernagel conclusero che, per eliminare le cellule infette, i linfociti T devono riconoscere due segnali e non uno solo: uno di essi è rappresentato dall'agente estraneo (nel caso dell'esperimento, il virus della meningite); l'altro è costituito dagli antigeni maggiori di istocompatibilità delle cellule infette (nel caso dell'esperimento, le cellule dei topi appartenenti a un ceppo diverso), che 'segnalano' all'organismo ricevente la loro appartenenza a un organismo differente.

Gli studi di Doherty e Zinkernagel hanno influenzato significativamente la ricerca sulla discriminazione, effettuata dalle cellule T, fra e non-sé, ossia fra ciò che è proprio dell'organismo, e ciò che è estraneo a questo. Basandosi sul lavoro di Doherty e Zinkernagel, altri scienziati determinarono che, nella cellula infettata, il virus viene ridotto in frammenti che si legano agli antigeni maggiori di istocompatibilità e si spostano sulla superficie della cellula stessa. A questo punto, speciali recettori, presenti sulla superficie dei linfociti T dell'organismo ricevente, rispondono al duplice segnale identificato da Doherty e Zinkernagel, attaccandosi alle cellule infette e distruggendole. La ricerca sui meccanismi del riconoscimento da parte dei linfociti T rappresenta tuttora un campo attivo dell'immunologia. Gli scienziati stanno studiando il modo in cui questo processo si 'inceppa' in tutti quei casi in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti propri dell'organismo (il ), ad esempio in malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide o la sclerosi multipla. Essi sperano inoltre di usare i meccanismi di difesa delle cellule T per mettere a punto vaccini contro la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) e altre malattie infettive.

Nel 1975 Doherty si trasferì negli Stati Uniti, per lavorare al Wistare Institute di Philadelphia; nel 1982 tornò alla John Curtin School. Dal 1988 Doherty lavora al St Jude Children's Research Hospital di Memphis (USA), dove dirige il reparto di immunologia. Nel 1986 Doherty ha ricevuto l'onorificenza chiamata Gairdner Foundation International Award e, nel 1995, anche l'Albert Lasker Medical Research Award. Gli fu assegnato inoltre, nel 1996, il premio Nobel per la fisiologia o la medicina, condiviso con Rolf M. Zinkernagel. I due scienziati furono premiati per la scoperta degli importanti meccanismi grazie ai quali il sistema immunitario distingue le cellule sane da quelle infettate dai virus.