| Trova nell'articolo | La Mettrie, Julien Offray de | Articolo |
La Mettrie, Julien Offray de (Saint-Malo 1709 - Berlino 1751), medico e filosofo francese dell’Illuminismo, rappresentante della corrente materialista.
Studiò medicina a Reims e poi in Olanda sotto la supervisione del naturalista Hermannus Boerhaave, del quale tradusse numerose opere tra il 1735 e il 1741. Tornato in Francia, esercitò la professione medica e, nel 1745, scrisse la Storia naturale dell’anima, opera condannata dalla Chiesa l’anno successivo. La Mettrie ripartì allora per l’Olanda, paese che fu costretto ad abbandonare in seguito alla pubblicazione dell’Uomo-macchina (1748), trattato in cui sviluppò una teoria meccanicistica del corpo umano. Fu allora accolto da Federico II di Prussia, diventandone medico e consigliere fino alla morte.
La Mettrie ipotizzò che la materia fosse animata da un principio a essa immanente: la facoltà di sentire. Sotto questo riguardo si oppose a Cartesio, secondo il quale questa facoltà era un attributo dell’anima, intesa come sostanza immateriale (res cogitans). Nell’Uomo-macchina La Mettrie rifiutò l’idea di anima, poiché a suo parere il termine designa unicamente l’organo che ci consente di pensare, ovvero il cervello, concepito quindi come sostanza estesa e materiale.
Il pensatore francese propose inoltre una teoria morale di matrice epicurea fondata sul materialismo, che identifica la felicità con un complesso di sensazioni piacevoli la cui ricerca è conforme alla natura e alla ragione.