| Elettromagnetismo | Articolo | ||||
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| 2. | Le premesse sperimentali |
Alla base della teoria formulata da Maxwell stanno le osservazioni sperimentali dello stretto rapporto fra fenomeni elettrici e magnetici effettuate nella prima metà del XIX secolo: in particolare, la scoperta che un conduttore elettrico percorso da corrente genera un campo magnetico, ottenuta dal danese Hans Christian Ørsted nel 1820; l’approfondimento dei legami fra correnti e magneti, a opera di André-Marie Ampère, che spiegò come i magneti permanenti dovessero la loro proprietà alle correnti permanenti circolanti negli atomi e nelle molecole; i risultati di Michael Faraday, che mostrò il verificarsi dell’induzione elettromagnetica e definì il concetto di “linea di forza”, essenziale al fine della formulazione della teoria maxwelliana e della definizione di campo di forze.
L’importanza della teoria di Maxwell risiede non solo nel fatto di aver dato un’unica, coerente struttura teorica ai fenomeni dinamici elettrici e magnetici, ma soprattutto nella possibilità di derivare dal medesimo sistema di equazioni tutte le manifestazioni elettriche e magnetiche in condizioni statiche e nel riuscire a spiegare le conseguenze e i diversi aspetti assunti dai fenomeni elettromagnetici nei mezzi dielettrici.