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Introduzione |
Tessuto adiposo Tessuto caratterizzato da cellule adipose (adipociti), ossia da cellule contenenti accumuli di lipidi. Il tessuto adiposo rappresenta un particolare tipo di tessuto connettivo. Esso costituisce essenzialmente una riserva di sostanze energetiche che possono essere utilizzate dall’organismo in risposta a particolari segnali nervosi e ormonali; in alcuni animali che vivono in climi freddi, come i cetacei e i pinguini, il tessuto adiposo forma inoltre spessi strati, detti pannicoli adiposi, che fungono da isolante termico e limitano la dispersione del calore (vedi Termoregolazione). In alcune parti corporee, il tessuto adiposo svolge anche una funzione meccanica di sostegno. In base al colore, alla modalità con cui i lipidi si accumulano e alle caratteristiche cellulari, si distinguono il tessuto adiposo bianco e il tessuto adiposo bruno.
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Tessuto adiposo bianco |
Il tessuto adiposo bianco si trova in tutti i mammiferi.
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Anatomia |
Il tessuto adiposo bianco possiede grosse cellule di forma tondeggiante, occupate quasi interamente da un’unica goccia lipidica, che spinge lo scarso citoplasma con i suoi organuli e il nucleo verso la parte periferica della cellula. Il colore bianco o bianco-giallastro di questo tessuto è determinato dal tipo di lipidi (come trigliceridi e carotenoidi) che vi si trovano accumulati. Le cellule adipose sono molto vicine le une alle altre, perciò la sostanza intercellulare, abbondante in altri tipi di tessuto, è in questo caso molto scarsa. Il tessuto adiposo risulta suddiviso in lobi di forma irregolare, a causa di sottili setti di tessuto connettivo in cui sono presenti scarsi vasi sanguigni. Esso è localizzato principalmente in alcune zone corporee, come le zone inguinali e ascellari, nelle logge in cui si trovano i reni, nelle cavità orbitali, nel mediastino e a livello dell’omento (una piega del peritoneo), nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi; forma inoltre pannicoli sottocutanei, posti cioè al di sotto dell’apparato tegumentario, di spessore variabile a seconda dell’entità delle riserve di grassi dell’individuo.
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Fisiologia |
Il tessuto adiposo bianco svolge funzione di accumulo di composti altamente energetici, i lipidi, e sostiene alcuni organi. Quando le riserve lipidiche devono essere mobilizzate, in risposta al fabbisogno dell’organismo, un enzima detto lipasi scinde i trigliceridi accumulati in acidi grassi e glicerolo; gli acidi grassi fuoriescono dalle cellule adipose e vanno nel sangue, dal quale, legate a molecole della proteina albumina, vengono trasportati ai distretti corporei in cui essi sono necessari. Gli adipociti, svuotati del loro contenuto di grassi, assumono una forma fusiforme; si rigonfiano quando i lipidi a disposizione dell’organismo sono eccessivi rispetto alla necessità e devono pertanto essere accumulati. Il consumo delle riserve lipidiche non avviene uniformemente in tutte le zone corporee; i lipidi utilizzati, infatti, derivano all’inizio dai pannicoli sottocutanei; quando queste scorte sono state esaurite, l’organismo attiva altre vie metaboliche che permettono di utilizzare energia non solo dai grassi ma anche dalle proteine; in condizioni di digiuno molto prolungato o anoressia, viene intaccato anche il tessuto adiposo dei depositi più profondi, quale quello che sostiene i reni, o quello presente nelle articolazioni. Tale fenomeno ha lo scopo di preservare le parti di tessuto adiposo che hanno funzione meccanica di sostegno; quando tali accumuli adiposi vengono consumati, infatti, la funzionalità degli organi che essi sostengono può essere compromessa. Vedi Dimagrimento.
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Tessuto adiposo bruno |
Il tessuto adiposo bruno si forma in alcune parti del corpo nei mammiferi durante lo sviluppo embrionale: esso può restare tale dopo la nascita o trasformarsi in tessuto adiposo bianco.
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Anatomia |
Il tessuto adiposo bruno ha una colorazione marrone chiaro; è formato da cellule piuttosto piccole, di forma poligonale e contenenti numerose gocciole lipidiche, tra le quali si interpongono lo scarso citoplasma, il nucleo e gli organuli cellulari. Gli adipociti sono molto vicini gli uni agli altri e, di conseguenza, la sostanza intercellulare è assai scarsa. Questo tessuto è suddiviso in lobuli da setti di tessuto connettivo, in cui sono presenti vasi sanguigni, in misura maggiore rispetto al tessuto adiposo bianco.
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Fisiologia |
Nell’uomo il tessuto adiposo bruno è presente in quantità ridotta nel feto e nel neonato; esso si trasforma, in seguito, in tessuto adiposo bianco. In altri animali, invece, in particolare nei roditori e in quelli che vanno in letargo, esso è molto abbondante e si aggiunge a quello adiposo bianco. Il tessuto adiposo bruno non sembra essere influenzato dallo stato di nutrizione dell’animale e non sembra avere un ruolo essenziale nell’accumulo di riserve energetiche da utilizzare durante il letargo. Piuttosto, esso sembra coinvolto nella produzione di calore al momento del risveglio dal letargo, allo scopo di coadiuvare l’innalzamento della temperatura corporea dell’animale ai valori normali. Un neurotrasmettitore, la noradrenalina, liberata dal sistema nervoso, attiverebbe un enzima, la lipasi, presente negli adipociti, che a sua volta scinderebbe le riserve di trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. Si verificherebbero allora reazioni di ossidazione degli acidi grassi, con la conseguente produzione di energia; questa non verrebbe però immagazzinata sotto forma di ATP (vedi Respirazione cellulare), ma liberata come calore. Tale calore, dunque, sarebbe responsabile del rapido riscaldamento del sangue che irrora il tessuto adiposo e, infine, del riscaldamento di tutto l’organismo.
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