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Poema

Poema Lunga composizione narrativa in versi, il più delle volte articolata in parti distinte in canti o in libri.

Le prime forme poetiche del poema sono legate al genere epico, quello che narra delle vicende mitiche ed eroiche che stanno alla radice dell’identità culturale, religiosa e sociale di un popolo. Così sono i poemi epici classici, dall’Iliade e dall’Odissea di Omero ai poemi di Esiodo, dall’Eneide di Virgilio alla successiva tradizione epica latina rappresentata, tra gli altri, da Lucano e da Stazio; e poi quelli composti in epoca medievale, che sono legati al sorgere dell’identità nazionale dei nuovi stati: le chansons de geste (tra tutte la Chanson de Roland) per la Francia, i cantari per la Spagna (celebre il Cantar de mío Cid), i poemi legati alla cultura nordica: dall’anglosassone Beowulf alla scandinava Edda, dal germanico Cantare dei Nibelunghi al russo Canto della schiera di Igor.

La forma narrativa in versi del poema si può tuttavia prestare anche a contenuti diversi: ne è un illustre esempio quella summa enciclopedica della poesia e del sapere medievale che è la Divina Commedia di Dante, poema in cui l’epico si mischia al sacro, il comico al politico, il realistico all’allegorico.

Il Rinascimento italiano vide poi nascere, con Matteo Maria Boiardo e Ludovico Ariosto, il poema epico-cavalleresco e, con Luigi Pulci e Teofilo Folengo, quello eroicomico, mentre l’argomento sacro introdotto già a fine Cinquecento in un impianto epico-cavalleresco con la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, veniva ripreso nelle letterature moderne europee in illustri modelli come Il paradiso perduto di John Milton (1667) e la Messiade di Gottlieb Klopstock (1748-1773).

Un altro comune denominatore della forma poema, nelle diverse tradizioni letterarie occidentali, risiede nella forma metrica che opta prevalentemente per un verso dalla scansione ampia e solenne, come l’esametro nelle opere classiche e l’endecasillabo nei poemi italiani.

L’uso del verso per le narrazioni estese viene meno a partire dalla seconda metà del Settecento e il poema, ridotto nelle dimensioni strutturali e nella denominazione a “poemetto”, vede ridotto il suo impiego al solo ambito lirico.