| Trova nell'articolo | Johnson, Michael | Articolo |
Johnson, Michael (Dallas, Texas 1967), atleta statunitense, detentore del primato mondiale dei 200 e dei 400 metri. Fece la sua comparsa sulla scena internazionale nel 1990, realizzando la migliore prestazione dell’anno sui 200 m con 19''85 e correndo i 400 in 44''27. Nel 1991, a Tokyo, vinse i Campionati del Mondo di atletica leggera nei 200 m.
Il 1992, l’anno delle Olimpiadi di Barcellona, lo vide ancora protagonista con una spettacolare serie di 32 vittorie consecutive nei 200 m e 20 vittorie nei 400 m: tutti si aspettavano che il velocista facesse incetta di medaglie ai Giochi. Invece, indebolito da una malattia, non riuscì a salire sul podio in nessuna delle sue due specialità, ottenendo tuttavia l’oro nella staffetta 4x400.
Ripresosi, l’anno seguente Johnson vinse i 400 m ai Campionati mondiali di Stoccarda con 43''65, e fu l’ultimo frazionista della staffetta statunitense che conquistò l’oro nella 4x400. Ai Mondiali di Göteborg del 1995 conseguì l’oro nei 200, nei 400 e nella staffetta 4x400 m. Nel 1996, dopo aver stabilito nei Trials (le qualificazioni statunitensi alle Olimpiadi), il nuovo record del mondo sui 200 m, ai Giochi di Atlanta Johnson si aggiudicò la medaglia d’oro nei 200 m, ritoccando il suo stesso primato (19''32), e trionfò nei 400 m con il tempo di 43''44.
Dopo aver vinto nel 1997 l’oro nei 400 m ai Campionati mondiali di Atene, si ripeté nel 1999 a Siviglia, andando a stabilire con 43''18 il nuovo record mondiale. Alle Olimpiadi di Sydney del 2000 Johnson ribadì la sua supremazia in campo internazionale, conquistando nuovamente la medaglia d’oro nei 400 m e nella staffetta 4x400. Nel settembre 2001 il campione statunitense annunciò il suo ritiro dall’attività agonistica.
Michael Johnson ha ottenuto una lunga serie di straordinari risultati pur avendo uno stile di corsa che suscitava non poche perplessità in diversi esperti: il busto eretto e impettito, il movimento delle braccia molto raccolto al corpo e una vertiginosa frequenza di passi. La sua tenuta di gara si distingueva inoltre per alcuni dettagli vistosi: una pesante catena d’oro al collo, come pure dorate erano le tomaie delle scarpette da corsa.