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Rimozione

Rimozione Termine che in psicoanalisi indica un fondamentale meccanismo di difesa, attraverso il quale il soggetto non lascia affiorare alla coscienza impulsi, sentimenti, fantasie e ricordi inaccettabili all'Io e al Super-Io.

I contenuti rimossi continuano tuttavia a esercitare effetti disturbanti per il soggetto: possono esprimersi tramite sintomi (nel caso dell'isteria), nei sogni e, in forme più sfumate, nei lapsus verbali e negli 'atti mancati'. Il legame tra la forma con cui il contenuto rimosso si esprime e la natura del contenuto stesso è spesso molto difficile da cogliere, in quanto il contenuto, nel passaggio dall'inconscio alla coscienza, subisce una serie di trasformazioni finalizzate alla 'deformazione' necessaria a oltrepassare il controllo normativo messo in atto dal Super-Io.

Talvolta il contenuto rimosso può essere inconsapevolmente riferito a un oggetto diverso da quello verso cui era originariamente rivolto il sentimento spiacevole; in questi casi si parla di 'spostamento'. Ad esempio, sentimenti di ostilità nei confronti della figura paterna possono essere diretti a simboli di autorità di altra natura, verso i quali è possibile provare ostilità senza incorrere in reazioni d’angoscia. Secondo la teoria psicoanalitica, questo meccanismo di difesa sarebbe alla base delle fobie.

In generale, la rimozione è un meccanismo che richiede un continuo dispendio di energie, proprio per la necessità di impedire il 'ritorno del rimosso', cioè la tendenza del materiale rimosso a riaffiorare alla coscienza.